«Viva 'o Rre 'e Spagna, mora 'o malgoverno», la XII edizione del Premio Masaniello

Scritto da Rita Felerico Il . Inserito in Vac 'e Press

masaniello

La parola ‘urlo’ mi ha sempre riportato alla mente l’Urlo di Munch, uno dei capolavori più famosi dell’espressionismo nella storia dell’arte. E ricordo le parole con le quali l’artista descrive nel suo diario i sentimenti che lo hanno ispirato:

Camminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò
il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue
mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto
sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco
i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura
e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.
Un urlo contro l’angoscia esistenziale, contro ogni violenza e sopruso.

Contro ogni violenza e sopruso, come quello rabbioso di Masaniello, capace di scatenare la rivolta, nato dall'esasperazione delle classi più umili, un grido di protesta verso la violenta tassazione imposta dai governanti sugli alimenti di necessario consumo, come la farina. Il grido con cui Masaniello sollevò il popolo quel 7 luglio 1647 fu: «Viva 'o Rre 'e Spagna, mora 'o malgoverno». Sì, perché il popolo si appellava al sovrano per difendersi dalle prevaricazioni dei suoi sottoposti!

E la parola “urlo” viene richiamata più volte sul palcoscenico del Teatro Sannazzaro, in occasione della XII edizione del Premio Masaniello, svoltasi il 30 settembre u.s.. Le svariate motivazioni con le quali sono stati assegnati i premi a diversi personaggi della cultura e della società civile, sono legate da questa simbolica trama dell’urlo, un urlo di protesta, di riconoscimento, di scuotimento,di avvertimento, di dolore.

Nato nel 2006, il Premio conserva ancora intatti i suoi obiettivi e li grida, appunto, a gran voce: valorizzare la cultura, le tradizioni e la lingua napoletana e premiare quei napoletani che si sono distinti in modo particolare nella loro professione, nell’arte o ricoprendo diversi ruoli sociali. Per le prime otto edizioni, la premiazione si è svolta in Piazza Mercato, luogo fortemente legato alla storia della città e spazio abitato da quel Masaniello al quale i promotori del premio si sono voluti ispirare e del quale ne tramandano la forza e l’energia ‘rivoluzionaria’. Negli ultimi tre anni la premiazione si è svolta nei teatri e quest’anno – come detto - è stato il Sannazzaro ad aprire le porte.

Si legge nelle intenzioni dei promotori: “Quando una cultura perde di fatto la capacità di animare un popolo o un Paese, divenendo una semplice eredità custodita in musei o monumenti artistici e letterari, allora tale cultura non ha più ragione di continuare a esistere” Il Premio Masaniello vuole invece riconoscere l’energia che racchiude una cultura che forte nella sua identità porta il suo messaggio in giro per il mondo; il merito, il premio è così assegnato a chi si sente napoletano e porta con orgoglio Napoli nel cuore, a chi lotta per la sua bellezza e la sua rinascita.

E Luigi Rispoli, il promotore, il direttore artistico Umberto Franzese e l’organizzatrice Laura Bufano ne rendono sempre vivo lo spirito e il significato, di anno in anno.

Tra i vincitori delle passate edizioni ricordiamo Andrea Ballabio, Mirella Barracco, Michele Campanella, Annamaria Colao, Riccardo Dalisi,Nicola DeBlasi, Giuseppe Picone, Ambra Vallo,Renato De Falco, Carlo Iandolo, Roberto De Simone, Maurizio Marinella, Odette Nicoletti, Amina Rubinacci, Lia Rumma, Giulio Tarro, Claudio Vitale.

La giuria composta da Mario De Cunzo, Raimondo Di Maio, Adriana Dragoni, Tullia Gargiulo Passerini, Maria Pia Incutti, Franco Lista e Angela Matassa, ha premiato quest’anno per il Tema Specifico della XII edizione, “èARTEsì” al piacere attraverso la Bellezza, stabilito dal comitato scientifico dell’ Associazione Informazione Giovani Europa (Aige), Luisa Ambrosio, direttrice Museo Duca di Martina, Giovanna Cassese, insegnante presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Marina Colonna, presidente Dimore Storiche Italiane, Vega De Martini, direttrice della Reggia di Caserta, l’architetto Antonio Martiniello, i galleristi Giuseppe Morra e Laura Trisorio, Gennaro Rispoli, direttore Museo Arti Sanitarie,Isabella Valente docente di Storia Contemporanea all’Università Federico II.

La serata, condotta da Lorenza Licenziati, frammentata da gradevoli pieces, ha visto per il Tema Ciclico salire sul palco dei premiati Marco Altore, Tony Cercola, Gianfranco D’Amato, Mario Massa, Paolo Monorchio, Vincenzo Montrone.

Le motivazioni per i vincitori rispecchiano l’obiettivo del Premio e ne focalizzano l’intenzione: il giornalista Marco Altore, laureato in scienze politiche ma affascinato dalla storia urbanistica della Mostra d’Oltremare; Tony Cercola, “percussuautore” che insegna come dagli strumenti improvvisati possa nascere la musica e come la musica possa essere linguaggio e strumento educativo; Gianfranco D’amato, imprenditore, capace di legare economia e arte; Mario Massa, responsabile della Comunità Centro Storico di Napoli per il dono di relazionarsi con i giovani. E i medici d’avanguardia Monorchio e Montrone.

Il tema specifico del premio “è ARTEsi al piacere attraverso la bellezza, è stato introdotto dal gruppo arte in movimento che ha realizzato una coreografia silenziosa, pura e delicata con Claudia Grasso, i ballerini Mirko Riccardi, Monica Pane, Francesco Sabella e SabrinaSalvati.

La musica è stata presente con i cantanti lirici Miriam Ciccotti e Salvatore Minopoli, mentre Anna Maria Bozza musicista, cantante e attrice ha omaggiato un simbolo di Napoli, Pino Daniele, sulle note di Terra Mia.

E’ questo il Premio Masaniello, una pagina di attenta, trasparente, testimonianza di amore e impegno civile per Napoli e per chi la fa vivere e rivivere, ancora e ancora, giorno dopo giorno nella costanza del proprio lavoro e delle proprie passioni.

 

(ritratto di Masaniello di Aniello Falcone - Museo di San Martino - Napoli)

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