Pos: sanzioni per chi rifiuta il pagamento

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Vac 'e Press

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Vi è mai capitato di entrare in un negozio, chiedere di pagare con carta e sentirsi rispondere “mi dispiace abbiamo problemi con la macchinetta”? Ora le cose potrebbero cambiare con la nuova legge di bilancio.
Per chi ancora non lo sapesse, il Terminale Punto di Vendita (TPV), conosciuto più comunemente con l'acronimo POS (dall'inglese Point of sale, lett. "punto di vendita") è il dispositivo elettronico, ed il relativo servizio bancario, che consentono ad un creditore di accettare e incassare, direttamente sul proprio conto corrente o carta prepagata, i pagamenti elettronici mediante moneta elettronica, ovvero tramite carte di credito, di debito e prepagate, da parte dei clienti debitori. La diffusione dei Pos nel 2016 è aumentata del 12% annuo (+235mila apparecchi) e del 58% rispetto al 2011. I dispositivi Point of Sales, necessari per accettare pagamenti via bancomat o carta di credito, hanno raggiunto quota 2,18 milioni, con un aumento di 235mila unità sull’anno precedente (+12%) e di quasi 800mila (+58%) rispetto al 2011.

In questi giorni, il vice ministro dell’Economia Luigi Casero sta spingendo per inserire nella nuova legge di bilancio una sanzione di 30 euro per ogni volta in cui il commerciante rifiuti il pagamento (di qualsiasi valore) a mezzo Pos.

L’obiettivo è cambiare la norma-madre prevista nella Finanziaria del 2016 e che introduceva l'obbligo del Pos per le transazioni dai 5 euro in su. Ora invece, in astratto, anche un caffè potrebbe essere pagato con carta.

Quella che apparentemente sembra una mossa ‘simbolica’, da un lato si prefissa di modernizzare il sistema - l’Italia, secondo gli ultimi dati della Bce, è fanalino di coda in Europa sia come somme pagate con le carte elettroniche, sia come numero di operazioni all’anno -, dall’altro però cela l’ennesimo tentativo di contrastare l’evasione fiscale. Infatti, la bozza del decreto attuativo del Ministero dell’Economia e di quello dello Sviluppo economico non è altro che il tentativo di dar vita ad un vecchio progetto già contenuto nella Legge di Stabilità del 2016, che prevedeva per l’appunto l’obbligo per esercenti e professionisti di dotarsi di Pos.
Proprio lo stesso Casero ha dichiarato che «tabaccai e benzinai sono sostanzialmente favorevoli, ma chiedono una riduzione delle commissioni bancarie, altrimenti sarebbe anti economico dotarsi di Pos». Insomma, mai come in questo momento si rende necessaria la collaborazione virtuosa di banche e gestori di carte per trovare un accordo sui costi. Se si riuscisse ad addivenire ad un accordo, potrebbe finalmente ritenersi compiuto un importante passo verso la modernità e sferrato l’ennesimo colpo la lotta all’evasione.