Campania Segreta: Sessa Arunca

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Linea di Confine

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Suessa, antichissima città appartenente alla Pentapoli Aurunca, adagiata su di un colle che fa da contraforte alle montagne alle sue spalle, domina il Golfo di Gaeta. È questa sua posizione, come una sella, che le da il nome.

Ho già sfiorato Sessa Aurunca nel primo articolo della serie Campania Segreta, che riguardava il vulcano Roccamonfina. Da allora desidero parlarne più approfonditamente.
Fondata dagli Aurunci, anche chiamati Ausoni, popolo di origine Osca, nell’VIII secolo a. C., godeva già di una certa importanza e ricchezza da far gola ai Sidicini, che la sconfissero, ma non riuscirono a conquistarla. Fu poi successivamente preda dei Romani, quando nella guerra contro la Pentapoli, la conquistarono.          Grazie alla sua posizione strategica ed alla fiorente agricoltura della fertile piana del Garigliano, assurse nuovamente a posizioni di primo piano. Nel 270 a. C. coniava moneta in proprio, ma essendosi rifiutata di prestare aiuto, sia economico che militare a Roma, durante la II guerra punica, come altre città della zona, che seppur non schierandosi apertamente con Annibale, probabilmente credendo nella sua vittoria finale, alla sua sconfitta, cadde nuovamente in disgrazia.
Dette i natali a Lucilio, il grande poeta latino ritenuto il padre della satira, e nel periodo imperiale era nuovamente in auge, e si stima che i suoi confini dell’epoca,fossero il doppio di quelli attuali.
A Sessa aveva una villa Matidia Minor, cognata dell’imperatore Adriano, ed una sua statua in marmo fu ritrovata durante gli scavi per riportare alla luce il teatro romano. In un altro importante scavo gli archeologi, in un primo momento, presero un abbaglio, pensando che si trattasse delle Terme, tratti in inganno dalle onnipresenti acque termali del Roccamonfina, invece era l’”Erarium Tabularium”, gli ambienti delle casse dell’Erario.
In epoca medioevale fece parte delle signorie dei Marzano, come gran parte della Terra di Lavoro, per poi diventare arciducato, ed infine finire sotto il diretto dominio del Vicere di Napoli.
Dopo l’Unità d’Italia,avendo perso gli ordini religiosi e la nobiltà, che ne garantivano la ricchezza ed il prestigio, ebbe un nuovo periodo di declino.

Percorrendo corso Lucilio, che taglia longitudinalmente il Centro Storico racchiuso dalle mura medioevali, si incontrano numerose chiese. Diocesi fin dal V secolo, a Sessa vi sono più edifici religiosi, in proporzione alla superficie, che a Napoli o a Roma. Oltre al magnifico Duomo, la chiesa di San Giovanni in Piazza, la chiesa di San Germano, di Sant’Anna, di Santo Stefano. Di Sant’Agostino ed il convitto Agostiniano, dedicato al filosofo del XVI secolo Agostino Nifo, che ospitò, per pochi giorni, nel 1770, Mozart, durante il suo viaggio nell’Italia del Sud.
Numerosi sono i monumenti e le vestigia del glorioso passato, che si trovano tra le mura e nelle immediate vicinanze, ne da un’idea dell’abbondanza una colonna romana inserita in un edificio, a funzione di paracarro.
Imponente è il Palazzo Ducale e le torri delle mura, come quella presso la Porta dei Cappuccini.

Più a nord, lungo il corso del Garigliano, c’è un’altra curiosità dalla triste fama.In prossimità delle Terme di Suio, che si trovano nel Lazio, immediatamente aldilà del fiume, da questo lato, vi sono le Acque degli Inferi. Seguendo le indicazioni dell’amico scrittore che me ne ha parlato, arrivo in uno spiazzo del tutto anonimo. Se ci si passa in velocità, sebbene sul ciglio della strada, non lo si nota. Fermo l’auto, ed immediatamente le mie narici vengono assalite dall’odore acre dello zolfo. Mi avvicino a piedi a quello che sembra un semplice buco nella montagna, e l’odore diventa fortissimo. Insopportabile. Come nella Solfatara, addirittura più forte e acre. L’acqua sgorga, bollendo, da un’apertura sul fondo del buco.
In alto, fortunatamente il terreno e completamente recintato, magari è proprietà privata, o è solo una precauzione, ci sono delle vasche naturali con quell’acqua fortemente sulfurea e malsana. Anni fa una coppia decise di fare un bagno romantico, lontani dalla folla delle Terme. Gli costò la vita. Furono ritrovati cadaveri, all’alba.
E non sono le prime vittime delle Acque degli Inferi.

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Roccamonfina Padula S. Nicola Arcella 129

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