Napoli in mostra con geometrie anni sessanta: tra logico e poetico, programmato e casuale

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

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Dallo scorso 21 settembre fino al 25 novembre sarà allestita la mostra “Geometrie anni Settanta: tra logico e poetico, programmato e casuale” presso la Galleria Tiziano Di Caro a Piazzetta Nilo 7, gli appassionati potranno godere della mostra gratuitamente dalle 15:00 alle 20:00. L’evento rappresenta la prima mostra personale nei propri luoghi di Betty Danon, incentrata proprio sulla vita di quest’ultima.

La frase “tra logico e poetico, programmato e casuale" che dà nome alla mostra personale, altro non è che una citazione poetica che l’artista, Betty Danon, scrive nel 1974. L’uso di questa dichiarazione non è casuale ma rende esattamente l’idea evolutiva della carriera dell’artista, un percorso preciso e chiaro che l’ha contraddistinta nel tempo.

Lo scopo principale della ricerca dell’artista è quello di basarsi sul dialogo ed in particolar modo sulla sinergia tra gli opposti. Da queste riflessioni nasce il top figurativo ed artistico della Danon ovvero il dualismo tra l’elemento definito della forma geometrica e l’impalpabile senso spirituale verso cui verte l’animo umano.

Nello specifico, la mostra include opere relative alle prime fasi della carriera dell’artista, con particolare riferimento alle Finestre di cielo, ai dipinti e ai collage composti dallo Yin e lo Yang, opere eseguite lungo un breve lasso di tempo che si estende dal 1969 al 1973.

Quest’ultima opera, quella dei collage, non fu una vera ispirazione artistica bensì una casualità: infatti durante quegli anni Betty Danon era alle prese con la decorazione del nuovo ufficio di suo marito.

Essendo incerta sulle opere da inserire e non ancora iniziata al mondo della pittura, si rese propensa all’intaglio della carta. Durante quegli anni, di forte turbamento spirituale, l’artista stava seguendo una terapia junghiana, e proprio grazie a questo percorso e agli insegnamenti di Carl Gustav Jung, che pose questo elemento come perno centrale della propria produzione artistica.

Per meglio comprendere le opere di Betty Danon risulta fondamentale la lettura del testo “L’uomo e i suoi simboli”, scritto che l’accompagnerà per l’intero percorso artistico e influenzerà ogni sua singola produzione.

Insomma, una mostra personale interessante da vedere, da godere e da trarne riflessione. Ogni essere umano è composto da un dualismo interiore, che distingue e affronta nelle scelte quotidiane della vita. L’arte ci offre, sotto le più svariate forme, l’eterna possibilità di conoscersi, ritrovarsi e sorprendersi.

La città di Napoli si arricchisce di un nuovo tassello artistico volto a colorare lo splendido ventaglio culturale che è in grado di offrire ogni giorni ai cittadini e turisti. La città partenopea si dimostra nel passare degli anni come fulcro fervente d’arte e cultura volto ad accogliere le proposte artistiche del panorama mondiale.

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