L’angolo del Libro di QdN presenta: “Stanze Segrete”, di Francesco Mario Passaro

Scritto da Francesco Verdosci Il .

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Francesco Mario Passaro, noto avvocato penalista partenopeo, nonché eccellente scrittore, dopo il grande successo del precedente “La città dei sangui” (GoWare edizioni – in cui si narrava l’epopea di una famiglia dal quartiere Vergini in giro per il mondo) ci regala questo intenso ed avventuroso legal-thriller che ha già entusiasmato la critica nonché secondo titolo del genere dopo “Attesa di giudizio” (bellissimo esordio nella narrativa di genere).

Il protagonista di questa seconda opera thriller, edito dalla Rogiosi Editore, è Alfonso Maniscalco, un affermato avvocato penalista napoletano in vacanza in Sicilia con Francesca, sua bellissima compagna di vita. Basterà una semplice telefonata di un detective privato a catapultarlo nell’azione, direttamente dalle terre sicule alle nebbie milanesi. E’ il suo migliore amico a chiedergli aiuto perché accusato dell’efferato omicidio dell’imprenditore Achille Buonocore, incontrato qualche sera prima al “Dactylus” - famoso Club Privé della notte milanese - che gli aveva chiesto protezione dopo esser stato minacciato a morte.

Francesco Mario Passaro - la cui opera ha fortissimi richiami tanto alla realtà quotidiana quanto alla finzione letteraria del legal thriller classico alla John Grisham - riesce ad intrigare ed affascinare il lettore con un racconto tanto oscuro quanto emozionante, che spazia temporalmente dal presente dei consueti adempimenti giudiziari necessari a risolvere l’omicidio dell’imprenditore Buonocore, ad inquietanti ma spettacolari flashback d’ambientazione parigina, dove il nostro protagonista aveva visto morire la precedente compagna Alice a causa di un attacco terroristico dell’ISIS.

Intanto, mentre l’avvocato combatte la battaglia per scagionare il suo amico detective nelle aule di tribunale, un altro suo carissimo amico, il regista Matteo Ferrante, cerca di convincere Alfonso Maniscalco a collaborare per terminare la sceneggiatura di un importante e sconvolgente film incentrato proprio sull’Isis. Dunque, ci troviamo di fronte ad un esplosivo mix di ossessioni: quella per l’ISIS, che aveva portato scompiglio nella vita dell’avvocato, mista all’ossessione tipicamente professionale dell’attesa di giudizio, una vera e propria sospensione temporale tale quasi da far perdere a chiunque il senso del reale e della sua obiettività.

In Conclusione, va sottolineato il grandissimo pregio di quest’affascinante opera, splendidamente vergata, ovvero il fatto che, nonostante il “telaio” del thriller giudiziario classico, l’elegantissima e poetica ars letteraria di Francesco Mario Passaro non resta affatto ingabbiata nello stilema del genere, riuscendo soprattutto a colmare di senso una realtà orfana di qualsiasi tipo di “chiarezza interiore”, anche perché è ormai decisamente deformata dalla violenza terroristica e non solo.

Buona Lettura.

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