Uomini sul confine: il museo Pan ospita la mostra di Sandro Montefusco

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il .

DI FRAIA

“Chi vive sui confini ha una storia in più da raccontare, una lacrima appena versata, un sorriso già pronto.” Molto probabilmente è questo ciò che ha spinto Sandro Montefusco a realizzare una raccolta di 30 fotografie scattate in luoghi dove i racconti sono più intensi ed esposta al museo Pan di Napoli. Sandro Montefusco a 34 anni ed è un biologo presso i laboratori Telethon di Napoli dove si occupa di malattie genetiche.
La sua passsione per la fotografia nasce cinque anni fa, molto probabilmente dal suo amore e attenzione per i dettagli. “ Tecnicamente non sono bravissimo”- dice Sandro- “ non ho mai fatto corsi di fotografia e la mia è una fotografia istintiva, in cerca di particolari e scene che possano raccontare storie. La passione per la fotografia cammina di pari passo alla passione dei viaggi, alla scoperta, alla ricerca di luoghi autentici. Questo è ciò che mi piace. Non mi piace la foto come contemplazione del bello e del tecnicamente perfetto, amo invece i racconti, intercettare negli angoli e nelle scene delle storie che posso essere raccontate attraverso la fotografia “

Questo modo di concepire la fotografia emerge in tutta la chiarezza nella raccolta fotografica Uomini sul Confine la cui finalità è di raccontare attraverso le immagini “quell'umanità che spinge i passi e cerca i suoi sogni lungo un muro grigio di cemento, seguendo un filo spinato, resistendo nel mezzo di un embargo o alle lontananze geografiche.” Il viaggio fotografico parte da Tijuana, la più grande frontiera del mondo e arriva anche a Cuba un confine geografico e politico, dove i sogni della rivoluzione affannano nell’orgoglio ma resistono sofferenti alla violenza dell’embargo. La remota isola Taquile sul lago Titicaca, confine tra Perù e Bolivia. E poi c’è Gerusalemme, emblema di tutte le divisioni del mondo, passaggio obbligato per capire che direzione avrà il futuro. Il Ladakh, nel nord dell’India dove coesistono le culture tibetane, portate dagli esuli dalla Cina, e l’influenza sciita del vicinissimo Pakistan. Sempre in India, ma in un’atmosfera completamente diversa, il confine che unisce la vita e il mistero: Varanasi, sulle rive sacre del Gange, il confine ascetico dell’uomo che nel fumo delle pire delle cremazione trova l’immortalità.

Dopo l’India ed il Pakistan , l’obiettivo fotografico di Sandro ci porte in Kosovo, con il dramma dei contrasti irrisolti tra le diverse etnie, i nuovi confini nati dal tragico conflitto balcanico e i militari in difesa di un precario equilibrio di pace. Ed Infine l’incontro con i migranti sulla rotta balcanica e sulla via della droga, dove si incrociano i sogni e i drammi degli uomini. “Uomini sul confine ha come protagonisti gli uomini e le donne che vivono quei luoghi in prima persona; liberi e prigionieri allo stesso tempo. Un racconto per immagini che prova a descrivere dignità e bellezza, dolore e rabbia, speranze e ambizioni.”