GE.VI. Cuore Napoli Basket: la situazione inizia a farsi critica

Scritto da Andrea Esposito Il . Inserito in Il Pallonetto

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L’innesto di Melsahn Basabe (27 punti + 8 rimbalzi) non basta per agguantare la prima vittoria stagionale in trasferta sul campo di Tortona, 87-72 il punteggio finale. Domenica in casa contro la Virtus Roma sarà la volta buona?

Napoli non riesce proprio a sbloccarsi. Sabato sera al PalaOltrePò di Voghera casa di Tortona, abbiamo assistito ad una partita divisa a metà. I primi due quarti c’è stata una partita molto equilibrata, Napoli è brava a cavalcare la grinta del suo nuovo centro Melshan “Melly” Basabe che catalizza tutto l’attacco partenopeo e trascina i suoi compagni durate tutti i primi 20’. Napoli è sempre a contatto e Tortona fatica a chiudere il secondo quarto in vantaggio. Poi invece di continuare a difendere forte e cercare di dare filo da torcere fino in fondo e giocarsi le sue carte, Napoli si scioglie come neve al sole. I ragazzi in canotta azzurra faticano tremendamente a trovare la via del canestro e perdono le misure in difesa, permettendo a Tortona di spaccare la partita con lo strappo decisivo. Situazione preoccupante soprattutto sul piano psicologico prima che su quello tecnico/tattico. Tortona è sicuramente una squadra costruita per lottare con le squadre top del girone, forse la vinceva lo stesso la partita, ma vedere una “resa” così palese dei ragazzi di coach Ponticiello è stato un evidente passo indietro.

I black-out che stanno caratterizzando le partite della Cuore in questo inizio di campionato stanno iniziando ad essere preoccupanti, la squadra alle prime difficoltà non sembra riuscire a rispondere con il carattere che in A2 serve. Da sottolineare l’ottimo inserimento negli schemi offensivi di Basabe (che in barba ai centimetri, 203, da qualcuno etichettato come “piccolino”) è stato capace di dare una dimensione interna a Napoli che prima mancava. “Melly” all’esordio con la canotta azzurra ha fatto registrare numeri molto importanti: 27 punti, frutto di uno spaziale 12/13 dal campo e 8 rimbalzi. Ora bisognerà cavalcare la tenacia, l’atletismo e il semi-gancio del nuovo centro per poter costruire un attacco meno incentrato sul tiro da fuori e più “spostato” verso il pitturato. L’ala/centro americana dovrà diventare il fulcro del gioco dei partenopei, sgravando anche da responsabilità Kerry Carter e Stefan Nikolic. L’ingresso in quintetto di un centro polivalente e capace di fare la voce grossa in post-basso e a rimbalzo era la carta che concretamente mancava al roster del presidente Ciro Ruggiero.

Domenica prossima il Cuore Napoli Basket dovrà ospitare al PalaBarbuto la Virtus Roma. Nobile decaduta del nostro basket, tutti ricordiamo la finale scudetto della Virtus guidata da Gigi Datome del 2013 persa contro l’invincibile Mens Sana Siena.

Ora la Virtus Roma naviga nelle acque della A2 con un record di 2 vittorie e 4 sconfitte. Reduci dalla sconfitta in casa dell’ultimo turno avvenuta per mano di Casale Monferrato per 68-73, Roma arriverà al PalaBarbuto con la volontà di rifarsi.

I capitolini presentano tra le loro fila una coppia di americani che formano l’ossatura del quintetto titolare: l’ala Aaron Thomas (19.8 punti a partita) e il centro Lee Roberts (19.6 punti a partita e 8 rimbalzi).

La Virtus è una squadra che cerca di ottenere il massimo dal gioco interno a discapito di un tiro da 3 non molto affidabile (la percentuale di triple messe a segno in queste prime 6 partite si attesta attorno al 30%). Questa loro caratteristica può mettere in difficoltà il roster partenopeo, ma Napoli con il suo nuovo centro cercherà di invertire questo trend negativo.

Anche le migliori bottiglie di vino se conservate male diventano aceto, che sia proprio domenica sera contro la Virtus Roma l’occasione buona per stappare finalmente una buona bottiglia di vino in casa Napoli?

#ITSNOTLUCK.

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