“Tutto questo l’ho fatto solo per te”, ossia il ritorno di Vittoria Piscitelli

Scritto da Roberto Calise Il . Inserito in Mostre

2017.11.08 Tutto questo lho fatto solo per te ossia il ritorno di Vittoria Piscitelli

Dopo il successo delle sue due personali, U.G.L.Y. – U Go Losing Yourself e Abat-Jour, Vittoria Piscitelli torna con una nuova esposizione, negli spazi della Mapilsgallery, presso il Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio 14, Napoli) da lunedì 30 ottobre a giovedì 14 dicembre 2017.

Vittoria Piscitelli, neanche trent’anni, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli in Pittura, per poi laurearsi in Storia dell’Arte Contemporanea, studiando al contempo graphic design, fumetto e illustrazione.
Il suo primo vero amore è la musica, che l’accompagna da sempre. Una passione che trova compiutezza nella band Vittoria e le Malelingue, con cui esordisce discograficamente nel 2012 con l’EP La Vendetta di Yoko. Al fianco delle note, l’attività nelle arti figurative si sviluppa partecipando a numerose mostre, tra le quali MELI MELO a Londra presso la RedChurch Street Gallery nel 2011. Pochi mesi dopo, partecipa a Milano alla mostra Il Corpo della Donna! in occasione della settimana della moda milanese. Prende poi parte alla collettiva Pop Start Smart nel maggio 2013 presso la Mediateca MARTE di Cava de’ Tirreni.


A fine 2013, inaugura la sua prima personale, U.G.L.Y. – U Go Losing Yourself, presso gli spazi della Galleria D’Ayala, recensita da QdN nel dicembre 2013. Il buon successo di pubblico e di critica la portano a partecipare nell’anno successivo alle collettive IKON (Mediateca MARTE, Cava de’ Tirreni), Napoli Città Creativa (PAN, Napoli) e OSMOS (Museo del Sottosuolo, Napoli). Sempre nel 2014, intraprende una collaborazione musico-visiva con la band napoletana Le Strisce, che la porta ad elaborare il progetto grafico per il loro nuovo album, Hanno Paura Di Guardarci Dentro, come ampiamente raccontato dalla nostra testata lo scorso 11 Novembre 2014. Ad oggi, Vittoria continua a frequentare l’Accademia di Belle Arti collaborando anche con la storica dell’arte Federica De Rosa, la quale ha curato il commento critico nei cataloghi di U.G.L.Y. e di Abat-Jour, la sua seconda personale, di cui parlammo nell’aprile 2015.

Se in U.G.L.Y. l’artista si confrontava con i miti di carta e l’ideale di bellezza della nostra epoca, ed in Abat-Jour si scandagliava il concetto di famiglia, nella terza mostra della Piscitelli, Tutto questo l’ho fatto solo per te, vi è un rovesciamento di tavolo, anche tecnico. Grandi teli bianchi dominano gli spazi, sui quali risaltano frasi tessute in corsivo, come se fossero di una lettera. Le missive, si sa, richiamano spesso il concetto d’amore, d’intimità: ed intimi e d’amore sono i messaggi che compaiono appesi alle pareti della Mapilsgallery.

Non mancano i collage, gli innesti di concetti nuovi su immagini preesistenti, ormai veri e propri “marchi di fabbrica” della Piscitelli. E’ l’argomento, però, ad essere cambiato: dopo la demolizione del mito dell’immagine e quello della famiglia, Vittoria si dedica quasi esclusivamente al sentimento che, almeno in teoria, dovrebbe muovere il mondo. Ciò avviene rivelando la fragilità dei nostri tempi, e della sua generazione, che, come un filo (di tessuto) rosso, erano già chiare nelle precedenti mostre. Le scritte di colori accessi mostrano ossessione, timore della perdita, pentimento per comportamenti autolesionisti e nocivi della coppia. Al contempo, vi è una sorta di tenerezza nelle frasi incompiute, lasciate a metà, come per paura di non essere in grado di poterle pronunciare, e di essere conseguenti ad esse, cadendo sotto il peso di promesse da mantenere.

Dunque, la Piscitelli inscena un enorme quanto lungo romanzo epistolare, sotto forma di arazzi ricamati. Nelle parole di Federica De Rosa, curatrice del commento critico alla mostra, “tra le contorsioni metamorfiche del filo rosso che intesse la parola, l’artista mostra quanto labile sia il confine tra prosa e poesia, tra poesia e preghiera, e tra preghiera e silenzio”. Un concetto ripreso anche da Corrado Morra, esperto d’arti visive e presente con una sua analisi nel catalogo della personale, secondo cui “ogni parola d'amore è la cartografia dell'assenza. È stato chiaramente Roland Barthes in Frammenti di un discorso amoroso a ricordarci la coincidenza tra parola d'amore e il suo emissario più mortale, la missiva sentimentale, sintetizzata in una frase sola: «Essendo desiderio, la lettera d'amore attende la sua risposta»”. Le domande, gli impegni incompiuti di Vittoria, come quelli della sua generazione, sono tutti lì, esposti, in attesa che in qualcuno, o in noi stessi, si trovi la forza di dargli completezza. O molto più semplicemente, e romanticamente, in attesa di trovare la chiusura di una frase in una storia d’amore.

 

Vittoria Piscitelli

Tutto questo l’ho fatto solo per te

Mapilsgallery, Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio 14, Napoli

Da lunedì 30 ottobre a giovedì 14 dicembre 2017

 

Per maggiori informazioni:

 

Di seguito, una selezione delle opere di Vittoria Piscitelli esposte alla Mapilsgallery per Tutto questo l’ho fatto solo per te

  • 2017 11 01 0013
  • 2017 11 01 0017
  • 2017 11 01 0010
  • 2017 11 01 0014
  • 2017 11 01 0015
  • 2017 11 01 0016

Tags: arte piscitelli vittoria monte di dio mostra

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