Quando Napoli Incontra la Commedia Fantasy: Sirene, di Ivan Cotroneo

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Cinema & TV

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Poteva essere l’ennesima fiction / commedia tipica dell’attuale panorama televisivo italiano. Non banale - attenzione - ma che avrebbe detto comunque poco, visto il trend della produzione di “mamma Rai”. Invece è una vera scoperta, innovativa, spensierata ma mai assurda, sboccata e sexy, languida e romantica, oscilla tra la slapstick comedy, il fantasy e la commedia napoletana così come ondeggia il mare del golfo più bello d’Europa.

Tematiche come l'accoglienza, l’integrazione e l’inclusione e soprattutto il rispetto della diversità ma anche il femminismo e la violenza sulle donne, il maschilismo, il bullismo e finanche il rispetto per l’ambiente, sono trattate con eleganza, garbo ed incisiva leggerezza mentre la messa in scena ci narra l’avventura di quattro meravigliose Sirene, che approdano sui lidi di Napoli in cerca del tritone Ares, ultimo della specie mediterranea e senza il quale le mitologiche creature rischiano l’estinzione o comunque l’abbandono delle “Acque Natie”.

Come ha dichiarato il presidente di RaiFiction, Tina Andreatta: "questo progetto meraviglioso, ambientato in un altrettanto affascinante sfondo qual è la citta di Napoli, nasce per rompere un tabù oramai acclarato della televisione italiana: quello del genere fantasy. È la prima volta da decenni che finalmente superiamo questo ostacolo, un passo davvero importante proprio perché ci si è avvicinati in passato al genere fantasy ma mai con il connubio di ambiente marino e di effetti speciali come in questo caso. È un genere del tutto nuovo ma filtrato dall'identità e dalla particolarità della nostra cultura italiana e da quella napoletana in particolare, ricchissima come poche".

Oltre alle quattro Sirene protagoniste, magistralmente interpretate dalle stupende Valentina Bellè, Ornella Muti, Maria Pia Calzone, Denise Tantucci e dalla piccola Rosy Franzese, ed agli spettacolari interpreti maschili (su tutti uno straordinario Luca Argentero perfettamente a suo agio nella lingua e nella città partenopea ed il magnifico Massimiliano Gallo) la vera anima dello show è indubbiamente Napoli, la Sirena Parthenope: una metropoli magica, incantata, fatta di luci ed ombre filtrate attraverso lo sguardo prima distaccato poi affascinato delle Sirene mediterranee che la percorrono estasiate dalla grande bellezza ma soprattutto ne scoprono il romanticismo, la gioia, la profonda umanità, la passione, le lacrime e la storia (tanto della città quanto dei suoi meravigliosamente veraci abitanti). E d’altronde, diciamoci la verità: tanto noi quanto la Rai sappiamo bene che in Italia non esiste città che sia più romantica, affatata, miscellanea di Napoli, del suo golfo, dei suoi vicoli, della sua notte fatta di stelle e palazzi antichi e storia e leggenda (visto che proprio una delle più belle leggende antiche vuole che Napoli sia stata fondata dalla Sirena Parthenope).

Durante la loro permanenza forzata sulla terraferma, le sirene dovranno quindi conoscere meglio gli essere umani, i maschi in particolare, come ci descrive perfettamente il suo creatore e showrunner Ivan Cotroneo (già famoso per aver realizzato quel piccolo capolavoro qual è Tutti Pazzi per Amore, sempre per Rai Fiction): "Sirene è una guerra tra i generi. L'idea alla base è: quando abbiamo di fronte qualcuno completamente diverso da noi possiamo convivere o addirittura amarci? La risposta alla domanda arriverà alla fine delle sei serate, ma noi abbiamo scritto Sirene pensando che siano possibili la convivenza e l'inclusione tra specie diverse".

Su questa innovativa fiction Rai - il cui ovvio rimando è il bellissimo ed iconico Splash, Una Sirena a Manhattan, di Ron Howard con Tom Hanks e la bellissima Daryl Hannah - c’erano ovviamente molte aspettative tanto sulla trama quanto sugli attori ed in particolare sulla resa degli effetti visivi, visto che in genere sulle fiction prodotte dalla televisione italiana ci sono – ed ancora per molto purtroppo ci saranno - sempre moltissimi pregiudizi, datosi che qualcuno ha tristemente dimenticato che la Rai - negli anni d’oro agli albori della televisione nel nostro paese tra il ’60 e gli anni ’70 - già aveva il coraggio di produrre bellissimi “sceneggiati” dal sapore horror, thriller, paranormale, fantasy e romantico.

Ed è quello che si cerca di tentare ancora, proponendo questo “Sirene” come un particolarissimo mix che non risulti troppo kitch, banale o persino troppo indigesto per il mal abituato pubblico nostrano. L’elemento fantasy poi, così centrale, tanto annunciato ed atteso quanto temuto, è tratteggiato e congegnato in maniera essenziale ma assolutamente efficace e godibilissimo, in particolare nel suo aspetto più leggendario. Tant’è che una delle tantissime note a favore è proprio il “leggendario racconto”, in forma di cartoon, che narra la triste storia della Sirena Zia Ermina, catturata ed umiliata dagli umani, morta di stenti in un circo dov’era esposta come un assurdo fenomeno da baraccone.

In conclusione, possiamo certamente affermare che un prodotto del genere, contorniato da una Napoli splendida, diretta e fotografata come non mai dal bravissimo regista Davide Marengo e dalle magnifiche interpretazioni dei protagonisti, rappresenta senza dubbio una deliziosa rottura della stantìa schematica della produzione televisiva italiana ormai trita e ritrita

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