Lettera aperta a Mario Casillo sul congresso del PD Napoli

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Il Palazzo

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Caro Mario,
sono Angela, forse ti ricorderai di me, sono iscritta al Partito Democratico fin dal primo tesseramento. Ho sempre militato. Qualche volta le nostre vicende politiche si sono incontrate, qualche iniziativa, qualche riunione, mi ricordo di te alla festa nazionale di Catania, come me, avevi deciso di girare la città, e ci incontrammo, per caso, nella Cattedrale di Sant'Agata, entrambi ne rimanemmo colpiti dalla bellezza.


Ho una buona opinione di te, un ingegnere che si dedica alla politica, riuscendo ad ottenere un consenso personale vastissimo. Sei il capogruppo regionale del mio partito, lo stesso che, con grande difficoltà, ha condiviso con me e tanti altri le primarie e poi la battaglia delle elezioni regionali, riuscendo a candidare, ed eleggere, Vincenzo De Luca come presidente della Regione Campania.


A settembre sono diventata madre, prima tra tutti i miei amici, nonostante non più piccolissima, mi avvio, infatti, a compiere i famigerati trent' anni.
Trent'anni, considerati troppo pochi dalla mia generazione, eternamente in bilico e precaria. Eppure io e Riccardo, con amore, forse incoscienza, sicuramente con decisione, abbiamo deciso di prendere la vita così: di sposarci e avere dei bambini. Abbiamo voluto essere controtendenza. Vedi, caro Mario, ho creduto e credo nel Partito Democratico, e col governo Renzi prima, e Gentiloni poi, mi sono convinta che per l'Italia, per il mio futuro e per quello del mio bambino ci fosse una speranza. Ho iniziato a credere, che anche a Napoli potesse esserci.


Già, credo nel Pd, eppure in queste ore sono confusa: a Napoli, intesa come città metropolitana, il nostro partito è debolissimo ovunque (perdiamo con percentuali molto basse), eccetto alcune città come Portici o Pozzuoli, dove si è avuta la fortuna di avere personalità forti ed amate come Cuomo e Figliolia. In altre, come Somma Vesuviana, non ci presentiamo nemmeno alle elezioni. Abbiamo lasciato che de Magistris prendesse il sopravvento con la sua ipotetica rivoluzione, che a me sembra più anarchia, confusione, demagogia, a tratti prepotenza e prevaricazione.
Siamo debolissimi, eppure, avevo il sentore che con questo congresso metropolitano qualcosa potesse cambiare. Si sono schierati tre candidati, Massimo Costa, Nicola Oddati e Tommaso Ederoclite. Hanno iniziato a girare nei circoli, quelli rimasti, troppi sono chiusi, compreso quello in cui sono cresciuta io, quello di Ottaviano. Ho pensato che con questo congresso il circolo potesse essere riaperto, immaginavamo di organizzare un congresso bellissimo, discusso, invitare la cittadinanza a partecipare, insomma una festa.


Ed invece la data del 12 Novembre ci è piovuta addosso, senza anagrafe certificata, senza aver trovato una sala adatta, cosa non semplice ad Ottaviano, e se ti va, in privato, ti spiegherò perché.

Intanto Nicola Oddati, nella sua conferenza stampa, ha fatto emergere dei gravi e chiari errori nelle anagrafi, sono certa che si tratti di un cattivo uso di excel. Lo so che per me e te questo sembra assurdo (di certo non ricordi, abbiamo un percorso di studi simile) eppure può succedere. Pur di accelerare si è tagliata fuori la platea dei nuovi iscritti 2017, i tanti che dopo la scissione e la nascita di Mdp, hanno voluto darci fiducia ed aderire al nostro progetto. Sarebbe bastato rinviare di qualche settimana e tutto sarebbe stato sistemato, abbiamo ancora dei volontari disposti a lavorarci, oltre all'ufficio adesioni stesso.
E invece ti sei incaponito, e non ti è importato affrontare la discussione, ascoltare quello che Nicola Oddati ha cercato di spiegare, ti sei irrigidito davanti ai tanti, che come me, ed il "mio circolo chiuso", non sono pronti. Hai messo un muro fra te e la tua comunità. Non so come andrà a finire se non cambi idea e se non ci aiuti a farla cambiare al garante inviato da Roma, Alberto Losacco, ma ti prego di ascoltarmi.


Il congresso, anche tra qualche settimana, sarà del tutto aperto, non c'è ragione di correre e mortificare tutti noi, non c'è motivo di lasciare indietro i militanti.
Dacci il tempo di organizzare la nostra festa, permetti al Partito Democratico di Napoli di ripartire nel migliore dei modi, con un congresso che faccia sentire tutti a proprio agio, facci ascoltare quelli che vorranno partecipare, dacci la possibilità di fare tardi ascoltando "gli zii acquisiti", conosciuti in un circolo ed entrati subito nel cuore. Facci essere retorici, se vuoi noiosi. Permettici di avvicinare nuovi iscritti, e questo si può fare solo con la calma e la serenità di gruppo "felice".

Ti chiedo solo questo, non mettere fretta alla tua comunità, non farci vivere l'ansia di restare fuori dal congresso, di essere lenti e soprattutto correggiamo gli errori.

Rendiamo il Partito Democratico di Napoli qualcosa di cui essere orgogliosi, che discuta di idee e proposte, che faccia opposizione laddove serve e governi altrove.
Tra qualche settimana i numeri, quelli delle tessere, non cambieranno, l'opinione che i cittadini hanno del Partito invece sì, non sarà una mera conta interna, sarà la rinascita del nostro partito.

Fermati e ascoltami, pensaci, dai il giusto tempo alla nostra comunità, per il nostro partito, per le mie speranze, per il mio bambino.

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