E' tempo di esoneri

Scritto da Matteo Zapelli Il . Inserito in Il Pallonetto

montella

E’ finita l’avventura di Vincenzo Montella sulla panchina del Milan, e con il licenziamento di Bucchi da parte del Sassuolo, siamo al quinto e sesto esonero in questa stagione di Serie A . Il primo a saltare è stato Massimo Rastelli a Cagliari, visto il sesto ko all'ottavo turno. Al suo posto è arrivato Diego Lopez.
La seconda panchina a saltare, dopo la nona giornata, è stata quella di Marco Baroni a Benevento, fermo a zero punti. Lo ha sostituito Roberto De Zerbi. Fatale anche la 12esima giornata: dopo la sconfitta nel derby con la Samp, Ivan Juric è stato costretto a lasciare il Genoa. Il Grifone ha chiamato al suo posto Davide Ballardini. La giornata seguente è Gigi Delneri a dover lasciare l'incarico a Udine, con Massimo Oddo a guidare i bianconeri friulani. Questa settimana è toccato a Montella, con Gattuso sostituto, al momento. Poi il Sassuolo, sconfitto in casa dal Verona e a un solo punto dalla zona retrocessione, esonera Bucchi. Tre i nomi per il sostituto: Francesco Guidolin, Mimmo Di Carlo e Giuseppe Iachini in corsa per la panchina emiliana.

L’esonero che ovviamente desta maggior scalpore è quello del Milan, non perché fosse inaspettato, ma perché un evento così importante accaduto in una “big”porta sempre notizia dal punto di vista mediatico. Montella in 64 partite sulla panchina dei rossoneri ha collezionato 33 vittorie, 14 pareggi e 17 sconfitte fra campionato e coppe. Una percentuale pari al 51,56% di vittorie. Al suo posto Gennaro Gattuso che, dopo l'esperienza al Pisa, saluta la Primavera del Milan dopo 12 partite. E’ arrivato quindi il primo esonero in carriera per “l’aeroplanino”. Dopo un ottimo primo anno condito da una Supercoppa Italiana e il ritorno in Europa, il secondo anno non è stato all’altezza del precedente: 20 punti dopo 14 partite sono pochi se ti chiami Milan e soprattutto se hai appena speso nel mercato estivo circa 250 milioni di euro per tornare ad essere competitivi e ritornare ai livelli di un tempo. La realtà è che a pagare quando c’è bisogno di prendersi le responsabilità è sempre l’allenatore: allenare significa anche questo, significa assumersi il rischio di fallire e le probabilità di fallimento erano davvero alte quest’anno con una squadra completamente cambiata e con degli innesti fragorosi seppur discutibili (vedi Bonucci bandiera juventina per otto stagioni ricevere la fascia di capitano e leadership in uno spogliatoio in cui muoveva i primi passi). Si può criticare anche il reparto mediatico che in estate ha funzionato si alla grande ma ha portato a delle aspettative altissime e di conseguenza ad un pubblico sempre più esigente che nella sfida contro il Toro ha fischiato i suoi per tutti i 90 minuti Adesso potremmo dire che per il Milan come per il Sassuolo inizia una nuova stagione in cui vi è l’assoluto bisogno di svoltare e cambiare marcia in nome di una serie A che sia più competitiva. Buona fortuna ai nuovi incaricati!

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