Arriva il Whistleblowing: maggior tutela per gli impiegati che segnalano gli illeciti

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Vac 'e Press

AMIRANDA6

È stato recentemente approvata la proposta di legge sul c.d. “Whistleblowing”. Il fenomeno, già ampiamente conosciuto nel panorama legislativo nazionale, era rimasto fino ad oggi pressoché sconosciuto nell’ordinamento italiano. Vediamo da vicino di cosa si tratta.

Innanzitutto, il termine è utilizzato per indicare la figura professionale inserita in un ente (pubblico o privato) che ha il compito di denunciare gli illeciti commessi nel loro ambito riportandoli alle autorità deputate a ricevere tali segnalazione. Tale soggetto è denominato “whistleblower” (lett. “suonatore di fischietto”) e necessita, appunto per la particolare funzione rivestita, di una protezione giuridica incisiva.

Il fenomeno è considerato già da molti anni uno strumento legale efficace, come testimoniato dal largo utilizzo che se n’è fatto soprattutto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. La regolamentazione del Whistleblowing inoltre si rinviene anche a numerosi atti internazionali, tra cui la Convenzione ONU contro la corruzione del 2003 e la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla corruzione (ratificate in Italia con le leggi 116/2009 e 112/2012).

Proprio alla protezione dei whitsleblowers è orientata la normativa approvata lo scorso 15 novembre dalla Camera dei Deputati, la quale arricchisce il nostro ordinamento con una serie di misure di tutela nei confronti dei lavoratori dipendenti che segnalano reati o irregolarità di cui vengono a conoscenza nello svolgimento e/o comunque nell’ambito del rapporto di lavoro. La legge si compone di tre articoli: il primo dedicato alla pubblica amministrazione, il secondo al settore privato nel suo complesso ed il terzo alla scriminante per la rivelazione del segreto d’ufficio.

La normativa sul Whitsleblowing può avere notevole impatto sia nell’ambito degli enti pubblici che privati, come dimostrato dal primo caso di licenziamento applicato ad una dipendente del Comune di Roma che era stata segnalata anonimamente da una collega che la accusava di assentarsi dal lavoro dopo aver timbrato il cartellino. Ovviamente bisognerà stare attenti ad eventuali abusi: la tutela del segnalante, infatti, non potrà mai spingersi fino a ‘coprire’ possibili usi scorretti di tale potente strumento.

Banner AIRC

Iscriviti alla nostra NewsLetter e risparmia subito 5€ sul prossimo acquisto