Regola...mentiamoci!?!

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Vac 'e Press

Piazza Carlo III

Pacta sunt servanda. Se ascoltiamo gli antichi forse non sbagliamo e mettiamo in chiaro che la vita ha bisogno di regole, che possono esser stabilite da più agenti, per il vivere buono e comune.

Dove ci eravamo lasciati??? Dopo l'intensa assemblea pubblica di ottobre nella sala teatro Carmine Capasso, sita nella chiesa di S.S.Crocefisso e S.Rita, si attendevano quelle azioni che l'amministrazione comunale aveva promesso fare: il regolamento dello spazio docce all'interno del Real albergo dei poveri. L'assessore al welfare Roberta Gaeta continua, però, a rimandare e rallentare quello che dovrebbe esser invece un iter cristallino e decisivo per calmierare quello che sta diventando sempre più un focolaio.

Tra confusi e confusionari, ci si dimentica che i locali che a breve dovrebbe esser ultimati del Carlo III, lato via Tanucci, sono destinati al mero spazio di docce, ulteriori finalità, come magari qualcuno va sbandierando e urlando, rappresentano progettualità diverse e futuribili, verso le quali, ripeto e preciso ancora, a scanso di equivoci, va vigilato e fatto cordone sociale.

La rivalutazione di questo territorio rappresenta il core del contendere e non il mezzo attraverso cui autovalorizzarsi. I falsi populismi vanno evitati: in questa direzione la raccolta firme lanciata su Fb va in questa direzione, se non si spiega alla gente che sui 200 metri quadri circa della struttura, ristrutturati con l'aiuto del Rotary e di padre Zanotelli nulla più ci sarà da fare, salvo una regolamentazione condivisa a cui più attori territoriali hanno diritto a partecipare, e che ri-sottolineo la dottoressa Gaeta dovrebbe metter mano quanto prima.

Quello su cui bisogna lavorare, invece, a mio parere, riguarda la destinazione delle restanti aree dell'Albergo dei poveri che imprescindibilmente da qualsivoglia accordo ed amministrazione debbono esser affidate alla cultura territoriale, ai residenti, alla gente che vuole e desidera creare e fare arte. Su questo dobbiamo e possiamo discutere, ma più avanti. Ora necessitiamo di una risposta repentina e decisa da parte dell'amministrazione comunale, della dottoressa Gaeta, della giunta e una presa di posizione del Sindaco, troppo lontano da questi territori, con la stesura del regolamento di questi spazi che non lascino spazio ad equivoci e che coordinino le attività e le responsabilità di tutti gli attori sociali, senza lasciare spazio ad interpretazioni labili.

Uniti si vince, ma se si combattono i mulini a vento si fa la fine di Don Chisciotte. Adelante Pedro...

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