Paolo Amalfi: "le prossime due partite per la Cuore sono un bivio

Scritto da Andrea Esposito Il . Inserito in Il Pallonetto

cuore napoli

In una lunga intervista Paolo Amalfi analizza il periodo di crisi che attanaglia la Cuore Napoli Basket: problemi, aspettative, scontri diretti. La Sidigas Avellino si conferma come bella realtà della massima serie. Sperando che il movimento nazionale possa fare qualcosa di concreto anche mediaticamente parlando.

Oggi nel mio spazio dedicato alla pallacanestro su QdN ho l’onore e il piacere di ospitare il giornalista Paolo Amalfi, voce del basket campano da quasi 30 anni. Che sia sulle pagine de “IL ROMA”, in radio con “DIMENSIONE ITALIA” o in TV con Paolo Amalfi si è sicuri di parlare di Basket.

In estate le previsioni stagionali per la Cuore erano ottimistiche. Previsioni che stonano con la crisi odierna, evidentemente qualcosa è andato storto. Come ci si è arrivati a questa situazione?
“Inizio col dire che è sempre difficile scalare il gradino tra la B e la A2, sono campionati completamente diversi e con difficoltà annesse differenti. In B con un gruppo motivato ed un allenatore molto preparato puoi fare anche un “Miracolo Sportivo” come è accaduto a Napoli l’anno scorso. La A2 è un campionato completamente diverso. Bisogna come prima cosa “indovinare” la coppia di stranieri, bisogna fare gruppo e organizzare giochi spesso diversi; di conseguenza non è mai facile riuscire ad adattarsi subito alla realtà. C’era grande entusiasmo in estate, com’è giusto che sia dopo la scorsa stagione. Qualcosa sicuramente non è andato bene, la scelta di qualche giocatore non si è rivelata positiva, qualche risultato sfortunato (ad esempio la trasferta di Siena) hanno portato ad una serie di complicanze difficili da risolvere, ma non è detta ancora l’ultima parola, non siamo arrivati nemmeno al giro di boa del campionato. Il primo passo da fare per risolvere i problemi è ricompattare l’ambiente, perché se si inizia solamente a criticare si crea una frattura definitiva.”

Facendo un piccolo passo indietro, su un tuo articolo abbiamo letto uno sfogo abbastanza pesante del Patron Ruggiero. Come lo hai interpretato?
“L’ho interpretato come lo sfogo di un appassionato, del primo tifoso. Lui ha sempre creduto in questo progetto, ci ha messo la faccia, il tempo e il portafoglio. Quelle parole sono state lo sfogo di una persona amareggiata dalla prova della sua squadra contro la NoviPiù Casale Monferrato, capolista sicuramente ma che arrivava alla partita contro Napoli con non pochi problemi. Vedere la squadra completamente in balia dell’avversario come è successo nell’ultimo quarto è stato oggettivamente un po' esagerato.”

Si continuerà con l’attuale guida tecnica?
“Io stimo molto coach Ponticiello. Un professionista, una persona che lavora quotidianamente, ha ottenuto ottimi risultati. Secondo me, non è il coach l’ago della bilancia, non è lui il responsabile di alcune situazioni. I responsabili vanno cercati da altre parti. Probabilmente qualche giocatore che non si è ancora calato nella realtà della A2, una squadra con qualche doppione di troppo. Sicuramente questi fattori non agevolano il lavoro.”

Come ti spieghi questi continui “Black Out” che colpiscono la squadra? Alle volte li abbiamo riscontrati anche l’anno scorso in B, ma le difficoltà maggiori della A2 hanno amplificato il problema. Basta questo per “giustificarli”?
“Iniziamo col dire che del gruppo dell’anno scorso sono rimasti pochi giocatori. L’anno scorso questi pesanti black out li ho visti solo in due occasioni, quest’anno sono dannatamente continui e puntuali. La squadra purtroppo ha difficoltà nel costruire gioco, non è abbastanza pericolosa dall’arco, ha delle amnesie pericolosissime in difesa e sotto le plance è sempre in difficoltà. Sono situazioni difficili da gestire. Le difficoltà dell’anno scorso, in B, erano di carattere ambientale. Si gioca su campi piccoli e con la gente a ridosso del rettangolo da gioco (tutti ricordiamo la rimessa di Barsanti contro Palestrina col tifoso che gli urlava nell’orecchio), quindi possono capitare partite dove la squadra non riesce a mettere in pratica il piano partita. Quest’anno il fenomeno è continuo, lo ha evidenziato anche il Coach in recenti dichiarazioni. Questi black out mi preoccupano perché li leggo come un problema di carattere mentale, di concentrazione nell’arco dei 40 minuti.”

La società presieduta dal patron Ciro Ruggiero ha dimostrato prontezza di riflessi con i tesseramenti di Vangelov e Sorrentino a settembre e di Basabe il mese scorso. Bravura nel leggere il mercato o sufficienza nella costruzione della rosa?
“Secondo me questi innesti vanno visti in un’ottica positiva. Si è cercato di limare i difetti e le difficoltà del roster. Io la leggo come una volontà di fare bene, di voler far qualcosa per migliorare una situazione che era concretamente deficitaria, anche per colpa dei tanti infortuni.”

Catalogare le prossime due partite della Cuore contro Cagliari e Rieti come partite da “Win or go home” è giusto?
“Al 50% dico di sì, è giusto. Se si perde anche una delle prossime due partite (tocchiamo ferro…) la classifica diventa difficile. Il basket è bello perché fino all’ultimo tutto è possibile, nelle scorse stagioni si sono viste rimonte straordinarie, soprattutto in A2. Però quando inizi ad avere molti punti di differenza con le altre diventa anche psicologicamente difficile gestire il gruppo e le partite.”

Piccola parentesi irpina. La Sidigas Avellino nel prossimo turno di A1 ospiterà la Reyer Venezia. Rivincita della scorsa semifinale scudetto. I biancoverdi allenati da coach Sacripanti hanno le carte in regola per confermarsi a quei livelli e perché no fare un salto in avanti. Finale scudetto possibile?
“Avellino ha le carte in regola per fare un ottimo campionato. Sono stati molto sfortunati ad inizio stagione perché hanno perso l’asse play-pivot con gli infortuni di Fitipaldo e Fesenko (il lungo dovrebbe rientrare contro Venezia). Sacripanti è uno dei migliori allenatori presenti in Italia, sa gestire molto bene il gruppo. Avellino può confermarsi sicuramente come una grande realtà del basket italiano. Quest’anno il campionato di A1 è un po' “strano”, l’anno scorso c’erano tre o quattro squadre un gradino sopra le altre, oggi non è così. Non c’è nessuno, ad oggi, in grado di comandare il campionato, vedo molto equilibrio. Squadre come Brescia sono una sorpresa, Venezia è un’ottima squadra (altra dimostrazione è stata il tesseramento con contratto a gettone di Marques Green, ex capitano di Avellino), Milano è la solita corazzata afflitta però da problemi ambientali di difficile comprensione. Quest’anno abbiamo un signor campionato in serie A1, sperando che possa fungere da traino per la nazionale. La compagine allenata da Coach Meo Sacchetti deve assolutamente centrare il pass per il mondiale, non possiamo permetterci più di rimanere fuori dai grandi giochi internazionali.

La partita di domenica contro la Croazia è stata una bella dimostrazione di forza, con giovani come Della Valle sugli scudi. Come la analizzi?
“Assolutamente sì, è stato un bel segnale per tutto il movimento. Anche se spero che la federazione inizi a fare qualcosa di più concreto per il basket. Manovre sui settori giovanili, anche sul piano mediatico. Vedo il basket relegato sempre più ad uno sport di nicchia e questo mi preoccupa molto. Il movimento della pallavolo sta crescendo in maniera esponenziale anche attraverso i risultati di politiche mediatiche diverse. La pallacanestro soffre. Ad esempio fare una partita di A2 a mezzogiorno non è un bello spot per il sistema, bisogna avere il coraggio di permettere che il basket sia visto sempre, non solo quando le TV hanno buchi nel palinsesto. Si può crescere non solo a livello tecnico, ma anche sul piano mediatico.”

Per chiudere questa lunga chiacchierata, voglio conoscere la tua idea sul caso che ha colpito i ragazzi della Tam Tam Basket di Castelvolturno. Qual è la tua impressione al riguardo?
“Questa è una bella favola a lieto fine. Una cosa bellissima, complimenti ad Antonelli. Va bene, certo, la pubblicità a livello nazionale, ma penso che Antonelli debba fare qualcosa anche in più a livello locale, mediaticamente parlando. Fermo restando che Massimo ha fatto una gran bella cosa, ha creato molto entusiasmo, complimenti a lui e al suo staff. Speriamo che possa andare avanti a lungo perché è giusto così.”

Teniamo incrociate le dita sia per i nostri amici della Tam Tam, ma anche e soprattutto per la Cuore Napoli Basket.
“Assolutamente sì. Se conosco bene il presidente Ruggiero, e credo di si, posso dire che è una persona passionale, fa davvero le cose col cuore. Gli auguro di fare sempre meglio. Ha rimesso Napoli sulla mappa del basket, ha riportato gente al palazzetto, entusiasmo. Questi sono meriti che gli vanno riconosciuti. Ha commesso degli errori sicuramente ma chi non commette errori? Mi auspico che il basket campano possa svilupparsi “meglio”. C’è tanto entusiasmo, ma questo entusiasmo deve essere veicolato in maniera giusta.”

Ringrazio Paolo Amalfi per essersi concesso a questa lunga intervista. Una chiacchierata a 360 gradi, ricca di spunti. Non mi resta altro che rinnovare l’appuntamento col basket su QdN alla settimana prossima. Sempre puntiali.

#ITSNOTLUCK

 

Foto Giancarlo Venosa

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