Un aforisma salverà il mondo, se non lo distrugge prima.

Scritto da Mariano Paolozzi Il . Inserito in Vac 'e Press

aforismi

Siamo tutti aforisti, somos todos caballeros. O meglio, simm tutti purtualli. Nell’era dominata dalla brevità del tweet e del pensiero senza mediazioni, il rischio di diventare tutti grandi e graffianti pensatori del click è alta, svilendo completamente la nobile arte aforistica, capace di sferzare e contaminare ogni ambito della vita pubblica e privata del mondo. Giustappunto ci viene in soccorso Ennio Flaiano: “Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso”.

Ecco, proprio Flaiano. Gli aforismi dello scrittore pescarese hanno ritrovato nuova celebrità, facili da ‘copincollare’ e usati come mazze da baseball per reggere i pensieri, i più banali. I social gli hanno regalato nuova viralità, forse impensata, condannandolo ad essere un genio compreso. Ma dietro la nouvelle vague aforistica, si nasconde in realtà uno dei mali del nostro tempo, nascosto nel linguaggio e quindi nel pensiero della società in cui viviamo. Allo stesso tempo, i social e il mondo dell’informazione immediata offrono una grande possibilità.

Twitter, Facbook, Instagram e così via sono prodotto e producono la realtà di cui fanno parte. La crisi delle democrazie, almeno quelle occidentali, di cui parliamo da anni nasce da una grande crisi di linguaggio, banalizzato e banalizzante, che mortifica e spesso spazza via il pensiero complesso. Premia la rozzezza e declassifica il ragionamento. Paradossalmente, crea una comunità di non dubbiosi, la fiera della sicurezza del proprio verbo, azzerando l’incertezza. L’incertezza, che nel 2017 sembra essere l’ultimo baluardo della libertà o meglio, l’unico luogo in cui la libertà vive e si difende. Non sono cose che scopriamo oggi o intuizioni più o meno brillanti di chi scrive, tutt’altro. In fine dei conti, forse è sempre stato così, e la storia politica e filosofica dell’umanità lo mostra. Da Platone a Morin son cose trattate.

Ma oggi sembra aver vinto la stupidità, innalzata a modello ideale verso cui tendere. L’internazionale degli sciocchi. Ma se è vero che “viviamo tempi interessanti”, dove per interessanti intendiamo l’esatto contrario, è altrettanto vero che la libertà non vince e non perde mai, ma si conquista ogni giorno nel suo farsi e rifarsi storico e si concretizza nella lotta per essa. Anzi, la privazione di libertà porta in sé la positività della rivalsa, che è forse essa stessa il concetto di libertà. Ma per non tirarla lunga, ripartiamo da dove avevamo incominciato. Siamo tutti aforisti? Purtroppo si e di conseguenza nessuno di noi lo è davvero. Ma se da ogni angolo del web spunta un novello Voltaire in erba, la riscoperta di una tradizione aforistica d’élite, che emerge dal magma di mediocrità, può essere un grande strumento di difesa democratico e liberale. In questi giorni di lotta alle fake news, lotta combattuta da chi per primo le diffonde, e della nouvelle retorique del mito comunicativo che si sostituisce alla politica, ci viene in soccorso di nuovo Ennio Flaiano: “La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé”. Un aforisma salverà il mondo? Certo, se prima non lo distrugge.

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