Reggia di Caserta, addetto catering si arrampica su leone di marmo: profanazione culturale o tutela dei beni pubblici

Scritto da Claudia Coppola Il . Inserito in Succede a Napoli

real palace

Prerogativa dei napoletani, si sa, è quella di farsi sempre e comunque riconoscere. A tal proposito, ha fatto scalpore la recente foto dell’addetto decoratore che, alla Reggia di Caserta, nell’addobbare con dei fiori uno scalone si è arrampicato sulla statua di un leone, calpestando il regal marmo con suole plebee.
L’incresciosa immagine accusatrice, diffusa dalla deputata Pd Camilla Sgambato, ha fatto ben presto il giro del web, alimentando accese discussioni sull’utilizzo e la tutela dei siti storici e dei beni culturali.

L’evento in allestimento era infatti organizzato da privati, e non certo privati qualsiasi: le sale della Reggia erano state prese in affitto per i festeggiamenti delle nozze fashion di Angela Ammaturo, ad di Frankie Morello, che per l’occasione ha ingaggiato un’agenzia di catering con il compito di allestire le preziose sale del ricevimento, inondandole di fiori bianchi.

Fra fitto delle sale del Palazzo, abito, catering e intrattenimento degli ospiti (con tanto di partecipazione di Andrea Bocelli, che in chiesa ha intonato l’Ave Maria per gli sposi) il numero di zeri della cifra destinata al blasonato matrimonio non è difficile da immaginare. Di fronte a tale opulenza, al lusso sfrenato, all’ allestimento ridondante, alle valanghe di fiori adoperati per le decorazioni, c’è chi, come la Sgambato, ha gridato al kitsch, lamentando la morte della sobrietà e dell’eleganza e ricordando il valore etico e democratico che dovrebbero avere luoghi della cultura come la Reggia di Caserta.

Allo stesso tempo, tuttavia, c’è chi guarda ai numeri dell’evento, e pensa ai vantaggi economici che questo comporta. Se il lusso esiste, è perché ci sono pochi che possono permetterselo, e che, nell’affinare l’arte dell’ostentazione, fanno muovere fiumi di denaro, generando lavoro e contribuendo in parte al benessere finanziario di tutti.

Luoghi pubblici, storici, come la Reggia, possono beneficiare non poco di tale contributo. Soprattutto quando i fondi statali scarseggiano, riservare uno spazio all’organizzazione di eventi esclusivi può dare uno slancio in più alla tutela e alla valorizzazione di tali siti, che troppo spesso, invece, soprattutto in Campania, vediamo cadere nell’abbandono e nell’incuria.

C’è da ricordare, a riguardo, che l’attuale direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, è stato fin dall’inizio molto attento a tali aspetti, riuscendo a rilanciare il Palazzo Reale, per il quale nel 2017 sono stati rilasciati 837.848 biglietti, il 23% in più rispetto all’anno precedente, con un conseguente aumento degli incassi, pari ad oltre 5 milioni di euro.

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