Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell'impressionismo

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

CIAMPA

Fino al 8 Aprile sarà possibile visitare la mostra “Da De Nittis a Gemito, I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo” presso Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli. L’evento realizzato a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca prevede l’ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni e ogni prima domenica del mese; in alternativa il costo del biglietto intero è di 5 euro mentre quello ridotto di 3 euro.

Durante la seconda metà dell’Ottocento gli scultori ed i pittori napoletani presenti, fisicamente o attraverso le proprie opere, nella capitale francese sono stati i più numerosi di tutt’Italia. In quegli anni attraverso le opere inviate ai Saloon e alle Esposizioni Universali i napoletani influenzarono letteralmente la produzione artistica parigina.

La mostra ripercorre proprio lo sviluppo della pittura napoletana di quel periodo storico, con circa 30 opere, proponendo paesaggi, marine e vedute urbane di cui gli Impressionisti e Giuseppe De Nittis sono stati i principali interpreti. Quest’ultimo assieme a Degas, Daubigny, de Goncourt evocava a Parigi le ultime tendenze nei salotti parigini.

Un assiduo frequentatore di questi luoghi fu Antonio Mancini che produsse su questo tema un’intera collezione. Analogamente, un’altra sezione della mostra è dedicata allo scultore Vincenzo Gemito, di cui vengono esposti diversi ritratti, tra cui il più celebre “Pescatore” esposto nel 1878 all’Esposizione Universale ed oggi preso in prestito dal Museo Nazionale del Bargello.

I volti noti però sono vari e tra essi possiamo citare le opere di Francesco Netti, Federico Rossano, Domenico Morelli, Francesco Paolo Michetti, Giuseppe Palizzi, Giacomo Di Chirico, Alceste Campriani, Edoardo Tofano e tanti altri che attraverso le loro opere ripercorrono le origini della “pittura della vita moderna”, quella tendenza che era solita ritrarre le pendici del Vesuvio e le rive della Senna come luoghi di fascino e vitalità.

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