Istruzione a Napoli: vietati i disabili

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Succede a Napoli

disabili scuola 1

Il dirigente della Città Metropolitana Pasquale Gaudino ha emesso un comunicato rivolto ai dirigenti scolastici delle scuole di Napoli e provincia nel quale afferma che in mancanza di ditta manutentrice, gli impianti elevatori non possono essere tenuti in esercizio. Infatti per legge se non esiste un contratto regolare con ditte che si occupano della manutenzione e della sicurezza, gli ascensori non possono essere utilizzati per nessuna ragione, e quindi: salite tutti con le scale. «Sembra assurdo, ma di fatto, concretamente, la Città metropolitana ci sta dicendo di lasciare a casa i nostri studenti disabili, quelli che non possono arrivare in classe senza l’ascensore» polemizza Vittorio Delle Donne su Repubblicanapoli.it, dirigente scolastico dell’Istituto Caruso, che con 900 alunni e 120 insegnanti conta un bel po’ di persone che dell’ascensore non possono fare a meno. «Per due dei disabili sto provvedendo a spostare le loro classi nelle aule al pianterreno, ma per tutti gli altri? Ad esempio ho docenti che per problemi di disabilità ambulatorie o visive non possono salire e scendere le scale se non con grandissima difficoltà e rischio. L’impressione è che si tratti di una nuova manifestazione dalla latente ma diffusa convinzione che gli studenti e le loro necessità siano un problema della scuole e non della società».

E non è il solo Dirigente scolastico sul piede di guerra, ovviamente. Alcuni istituti superiori di Napoli contano fino a 130 studenti disabili (come l'Alberghiero di Scampia): cosa si fa in questi casi? Li si manda a casa, o in mezzo alla strada? «Nella mia scuola – racconta Franco De Rosa, dirigente dell’istituto Pagano, oltre che presidente dell’Anp – ho 4 alunni con disabilità motorie. Ma l’ascensore serve anche ad altri, ad esempio a quello studente che proprio oggi mi ha fatto sapere che tornerà a scuola, lunedì, dopo aver subito un intervento al cervello ed avendo una parte del corpo paralizzata. La burocrazia, la lentezza, l’inadempienza, creano disagi alla nostra utenza. Ho sollecitato, anche come Anp, la Città metropolitana, mi hanno assicurato che cercheranno di stringere i tempi del contratto con la nuova ditta. Ma nel frattempo come garantisco il diritto allo studio ai miei ragazzi?». Il punto è proprio questo: la garanzia del diritto allo studio, messa ancora in dubbio, in forse, tra virgolette da questi eventi contingenti. Nel 2018. Quando si tratta di fare cattiva retorica, le Istituzioni partenopee sono sempre campionesse. Si lamentano della cattiva immagine di Napoli, del fatto che la città non sia cattiva e “stronza” come qualche radical chic di centro-sinistra la dipinge, e però poi fermano gli ascensori nelle scuole e si costringe – indirettamente – gli studenti disabili a fare altro nella vita piuttosto che studiare. Non ci sono parole o commenti che tengano per una vicenda così vergognosa.

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