Discorsi da VAR: Tecnologia o meno in Italia siamo sempre indietro anni luce

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

var

Siamo ormai nel 2018 e, da quando la tecnologia ha iniziato a far parte sempre più della nostra quotidianità,anche il mondo dello sport ne ha preso atto e si è adeguato. Per comprendere quanto l'uso degli strumenti tecnologici sia importante nell'ambito sportivo basta guardare una partita di uno dei maggiori sport mondiali a scelta (basket,tennis o rugby che sia...).
Eppure nel calcio fino a qualche anno fa esistevano ancora casi di "gol fantasma" dove un gol non veniva assegnato per una svista arbitrale (talvolta clamorosa) nonostante la palla avesse superato interamente la linea di porta. Follia pura.

Per fortuna con l'introduzione della "Goal line technology" questo problema è stato del tutto superato,ma nonostante questo continuavano ad esserci altri tipi di errori che in uno sport così seguito come il calcio non erano più ammissibili. Si è capito,per fortuna,che l'arbitro in campo doveva avere un supporto per evitare che tali errori continuassero ad esistere e da questa stagione è incominciato l'esperimento del VAR (Video Assistant Referee) soprattutto qui in Italia e in Germania. Accolto con grande entusiasmo dalla maggior parte degli appassionati di questo sport e dagli addetti ai lavori proprio per la sua capacità di dare maggior regolarità alle partite,il VAR è riuscito però nell'arco di 6 mesi in una grande impresa,ovvero quella di dividere il paese ancor più di quanto non fosse già prima del suo avvento. Uno strumento capace di dare maggiore trasparenza in Italia? Ma stiamo scherzando? E noi sciocchi che pensavamo fosse qualcosa di buono.

Solo nel nostro paese da una cosa positiva se ne riescono a trarre mille negative. Andate a chiedere agli americani se durante le partite della NBA o della NFL i giocatori circondano l'arbitro mentre riguarda le immagini al computer o se gli stessi tifosi creano casi infiniti su delle immagini chiarissime che sono alla portata di tutti. Qui in Italia non solo facciamo entrambe le cose ma poi le discussioni continuano per giorni anche nei maggiori salotti della Tv e sui giornali a suon di titoloni più o meno professionali. Si avvicendano con una frenesia ingiustificata opinioni,paragoni e confronti vari che non stanno ne in cielo ne in terra in un paese civile (e parliamo di sport,ricordiamolo sempre).

Mertens a Crotone, Bernardeschi a Cagliari o Torreira che fa una parata sulla linea sono solo alcuni dei casi che possiamo citare e che hanno fatto discutere milioni di italiani nelle ultime settimane ma poco contano i singoli episodi all'interno di un contesto ben più ampio che va assolutamente chiarito e migliorato se vogliamo davvero ottenere dei risultati degni di questo nome.

Tutta questione di cultura verrebbe da dire, cultura che a questo Paese ahimè manca e probabilmente mancherà sempre perché se da una parte vige la secolare regola del "più forte vince sempre" dall'altra sopraggiunge quella più recente ma non dissimile dalla prima del "nonostante lo strumento tecnologico e i mille aiuti per gli arbitri il più forte verrà comunque favorito". Chiariamo subito per i più permalosi che per più forti intendiamo tutte le big italiane,di certo non solo la Juventus (che di aiuti in passato ne ha ricevuti già molti anche senza tecnologia ma sorvoliamo). Qual è il punto dunque? Il nocciolo della questione è che lo strumento tecnologico è necessario e chi è contrario ed ancorato a regole che hanno le proprie radici nel Paleolitico deve farsene una ragione. Ma la tecnologia non è sufficiente,a quanto pare,a mettere tutti d'accordo nonostante dia risultati che sono pressoché oggettivi. Bisogna quindi stilare un regolamento ben più chiaro di quello attuale circa l'uso del VAR e mettere nelle migliori condizioni possibili gli arbitri (che devono anche loro capire che ormai la tecnologia è fondamentale e va usata) affinché possano prendere la decisione corretta con maggiore serenità e in minor tempo.

Basta dunque discorsi e polemiche. La tecnologia non ammette discussioni,è oggettiva e ci aiuta non ci limita come alcuni ancora sostengono. Non è possibile passare dai discorsi da Bar ai discorsi da VAR, non è questa l'evoluzione a cui auspichiamo ma bensì ad una che miri all'apertura mentale di un paese troppo ancorato al passato (e non vale solo per lo sport). Il campionato al giro di boa è bello ed avvincente come quasi mai negli ultimi 6 anni con Napoli e Juve li in vetta a giocarsela probabilmente fino in fondo testa a testa. Perché rovinare tutto con delle sterili e quanto mai noiose polemiche ? Godiamoci lo spettacolo e che vinca il migliore. Ovviamente inutile dirlo ma meglio se il vincitore indossi la maglia azzurra,questione di priorità.

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