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Sull'orma delle serie-fiction la violenza dilaga a Napoli

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Cinema & TV

gomorra guardare

Negli ultimi mesi abbiamo assistito al successo nazionale (e internazionale) di fiction/serie come Gomorra e Sotto copertura, la cattura di Zagaria. Sono immaginari di una Napoli da dimenticare che costantemente richiamano l'interesse dell'opinione pubblica attraverso la trasmissione di scenari in cui abbondano soprusi, violenze, arroganza e criminalità.
Tutti conoscono Gomorra (la serie), che su Sky e in streaming sul web, ha appassionato milioni di spettatori. È liberamente ispirata all'omonimo best seller di Roberto Saviano e racconta delle "gesta" (si fa per dire) di camorristi e spacciatori di droga, che agiscono nella periferia di Napoli. Nel contesto di organizzazioni criminali a stampo mafioso "con ramificazioni nel mondo degli affari e nel mondo politico, i personaggi sono descritti con crudo realismo e presentano un complesso miscuglio di comportamenti a volte brutali e avidi, e a volte sentimentali e quasi eroici." I cattivi, diventano, per una fetta del pubblico (che avrebbe bisogno di una profonda rieducazione sociale) dei veri e propri eroi da idolotrare e imitare.

Lo stesso dicasi per Sotto copertura, andata in onda su Rai 1, che ha raccontato la storia della cattura di Zagaria. Il protagonista Alessandro Preziosi ha dichiarato che per diventare "l'uomo nero" della fiction ha « a livello interpretativo trovato riferimenti nel mio retroterra napoletano: a certe immagini di prepotenza, che da bambino mi impaurivano e un po’ mi affascinavano. Alcune scene, poi, nella fiction sono state costruite appositamente per rendere l’idea di un uomo solissimo, nascosto sottoterra come un topo, che si ostina a cercare di controllare da lì sotto un mondo di fuori che fa acqua da tutte le parti. Ho avuto anche un preciso riferimento cinematografico: l’interpretazione di Ben Gazzara ne Il camorrista di Tornatore [...] nella recitazione mi interessava soprattutto rendere la complessità del mio personaggio, il modo con cui muove tante piccole pedine attorno a sé, vendendo ai loro occhi come legittimo ciò che, invece, è ingiusto, immorale, inadatto a un cristiano. Nel film si vede bene come riesca ad approfittare della debolezza altrui, a comprarne le ingenuità, le paure, facendo loro credere che la verità non è come i buoni la raccontano, che i buoni a loro volta mentono e allora tanto vale che il cattivo esibisca il lato più spietato».

Questi esposti, sono solo alcuni degli esempi che vengono proposti a un pubblico non sempre capace di discernimento: come dimenticare Il Padrino, il Capo dei Capi, L'Onore e il rispetto, e tanti altri?

È mortificante per Napoli (e l'intero Sud Italia) essere identificato con la Mafia e la Camorra. Naturalmente ciò non toglie che queste realtà meritano una narrazione, ma è bene dire però che necessitano di un' argomentazione esplicativa che aiuti a discernere la realtà dei fatti. È fondamentale che il pubblico, soprattutto quello più giovane, venga sottoposto ad immagini ed esempi educativi oltre che diseducativi. Proporre un esempio da seguire oltre che naturalmente uno da non seguire.

Napoli necessita, mai come ora, di un' opera di educazione sociale che rieduchi la popolazione. Partendo dalle scuole e dalle carceri. Le scuole devono educare il cittadino e le carceri devono rieducare, così come la nostra Costituzione sapientemente stabilisce nell'art. 27 Cost. i detenuti, che un domani si troveranno ad essere reintegrati nel contesto sociale.

Per ogni Napoletano "perbene" è mortificante leggere articoli di cronaca ogni giorno sul Mattino, il Corriere, Repubblica ecc. Difatti è da più di due mesi che le cronache registrano un numero di casi di violenza riconducibili a gruppi di minorenni, spesso in azione addirittura nella Napoli Bene. Il

fenomeno delle baby gang è difatti nell'hinterland partenopeo una realtà oramai consolidata che l'amministrazione dovrebbe cercare di disincentivare e soprattutto sradicare.

In conclusione è importante ricordare alcuni casi assurdi che si sono verificati negli ultimi tempi.

«Il 12 Novembre un ragazzo di 15 anni viene accoltellato in Villa Comunale. Una gang di una decina di giovanissimi lo circonda; uno di questi, un 17enne, lo ferisce più volte con un coltello. Due settimane dopo sarà fermato dalla polizia municipale; il 10 Dicembre un ragazzo di 15 anni si trova in Via Merliani, quartiere Vomero, per una passeggiata del sabato sera, con la sorella e due altri amici. Arriva un gruppo di giovani con il volto coperto da cappelli e scaldacollo. Gli intimano di andare via da quella zona. Il quindicenne tenta di reagire, specie dopo gli insulti rivolti a sua sorella, e viene accoltellato al petto; il 17 Dicembre, sempre nel quartiere Vomero: due giovani di 18 e 16 anni accoltellati da un branco di aggressori, individuato nei giorni scorsi dai carabinieri. Motivo dell'aggressione: uno sguardo di troppo. Sedici i denunciati, giunti al Vomero a bordo di sette scooter. Le coltellate inferte sarebbero state letali, secondo i medici, se appena più profonde; il 18 Dicembre, un ragazzo di 17 anni, nella centralissima via Foria viene accerchiato da un gruppo di minorenni. I ragazzini lo prendono di mira: spintoni, risate, insulti. Poi le coltellate al petto e alla gola che lo lasciano esanime al suolo. Finisce, gravissimo, in ospedale: nei giorni successivi subisce il distacco della pleura. Poi le sue condizioni migliorano, e proprio domattina tornerà a scuola. Per lui i giovani di Napoli si mobilitano con un corteo che vede centinaia di presenze; il 6 Gennaio nel quartiere Chiaia due giovani di 19 e 18 anni vengono feriti da una gang di una decina di ragazzini dopo un diverbio per futili motivi; il 12 Gennaio, una quindicina di giovanissimi accerchiano tre ragazzini in attesa del bus all'esterno della stazione della metropolitana di Chiaiano Due riescono a fuggire, il terzo - Gaetano, 15 anni - finisce a terra, sommerso da calci e pugni. Subisce l'asportazione della milza; IL 14 Gennaio a Pomigliano , un 14enne e un 15enne sono stati aggrediti a colpi di catene da una baby gang che ha rubato loro gli smartphone.»

Insomma verrebbe da dire ai cittadini di Napoli è arrivato il momento che "ce ripigliamm' tutt' chell che è o' nuost"...perchè la Nostra Città è sinonimo di civiltà, cultura, spettacolo e bellezza.

Fonte https://goo.gl/QHQPHX