Youtuber e Baby Gang, chi è la guida degli adolescenti oggi?

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Napoli IN & OUT

you tube baby gang

Nel napoletano è forte l’allarme “Baby Gang” a seguito dei continui casi di violenza che hanno come protagonisti giovani e giovanissimi.

Le baby gang sono organizzazioni di microcriminalità urbana organizzata costituite e gestite da minorenni che non necessariamente hanno contatti con i clan criminali delle località di appartenenza e che a differenza di quest’ultime non hanno mai un disegno criminale da compiere o in fieri. Ed è proprio la mancanza di un obiettivo malavitoso strutturato ad ampio raggio e concreto la caratteristica fondamentale delle baby gang che esauriscono la propria spinta criminale in aggressioni più o meno violente a seconda degli strumenti rinvenibili. Tra i casi di violenza più rilevanti compiuti da questi piccolissimi criminali ricordiamo: i colpi sferrati ad Arturo, giovane liceale vivo per miracolo ferito con una coltellata alla gola e un’altra alla schiena, il pestaggio di gruppo ai danni del 15enne di Chiaiano che ha subito un’asportazione di milza, e l’aggressione con catene di cui sono stati vittima dei ragazzini di Pomigliano D’Arco.

Gomorra, nota serie televisiva in scena dal Maggio del 2014, è stata frequentemente tirata in ballo come possibile causa ascrivibile alla nascita delle baby gang per i contenuti e per il forte seguito che la stessa ha avuto e continua ad avere soprattutto tra i più giovani. Sebbene domandarsi se la rappresentazione cinematografica possa essere una possibile spiegazione della nascita del fenomeno è assolutamente lecito, di certo non lo è chiederne cancellazioni o restrizioni visto che, come da normativa, per la stessa è richiesta la supervisione da parte di un adulto nel caso di pubblico minorenne. C’è da dire però a tal riguardo che la nota serie televisiva paga ingiustamente lo scotto di questo nuovo modo di produrre satira da parte dei Youtuber nei social-network che si basa sull’esaltazione goliardica poi resa virale di azioni criminali reali o di fantasia e/o di modelli comportamentali assolutamente sbagliati e dannosi, che nella mente priva di criticità dei giovanissimi, non supervisionabili in rete, rappresenta uno stimolo fortissimo all'emulazione. L’emulazione nasce da una parte dal grande seguito che questi contenuti hanno in rete in termini di like e condivisioni e dall’altra dall’oramai sovrapposizione tra il mondo reale e i social media che porta con sé l’illusione di poter avere nel reale lo stesso grado di approvazione e quindi di gratificazione che si ha in rete.

Supervisionare la rete come si può fare con la serie televisiva non è però possibile perché la rete è libera a tutti nell’accesso ai contenuti, caratteristiche che la rendono oggi una delle più importanti risorse umane. Possibile è però l’educazione alla rete a scuola e in famiglia, entità fondamentali che oggi sono vittime di una destituzione importante e insanabile nell’educazione dei giovanissimi che risentendo tantissimo della mancanza di figure di riferimento e costruiscono la propria personalità in rete, privati di un filtro e di una guida necessaria al suo utilizzo.

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