fbpx

Addio a Giuseppe Galasso, Grande storico di formazione crociana

Scritto da Ernesto Paolozzi Il . Inserito in Port'Alba

galasso

Con la scomparsa di Giuseppe Galasso la cultura laica, liberaldemocratica perde uno dei suoi più rigorosi interpreti. Di formazione crociana la sua ricerca storiografica di taglio eticopolitico, per dirla appunto con Benedetto Croce, ha toccato temi disparati, dalla storia italiana a quella europea  con particolare riferimento al Mezzogiorno di Italia.

Galasso fu un meridionalista classico, vicedirettore della rivista fondata da Francesco Compagna, Nord e Sud, ebbe come punti di riferimento oltre al già ricordato Croce, l’opera e l’azione di Nitti e Fortunato. Negli ultimi anni combattè l’arroganza del revisionismo di stampo leghista e, al tempo stesso, la superficialità del neo borbonismo nato in contrapposizione alle volgarità di stampo razzista di una pubblicistica sempre più diffusa.

Fu interprete non solo del Croce storico ma anche del metodo crociano, del Croce filosofo. Tenne, infatti, sempre fermo il concetto di inscindibile unità di filosofia e storia nel solco della filosofia moderna nata con la Scienza nuova di Vico.

Fu sempre impegnato in politica secondo l’idea che l’intellettuale non può non immergersi nella vita concreta, assumersi la responsabilità dell’impegno diretto.

Repubblicano, fu più volte consigliere comunale e deputato. Della sua attività si ricorderà soprattutto la legge Galasso per la tutela del paesaggio e, in particolare, delle coste italiane.

Per anni ha insegnato storia moderna alla Federico II di Napoli e ha concluso la sua carriera accademica a Suor Orsola Benincasa.

Ho avuto il piacere di collaborare con Giuseppe Galasso sia sul terreno culturale che su quello politico e, se mi è consentito un ricordo personale fu Galasso, allora ero giovanissimo, a consigliarmi di intitolare un’associazione che intendevo fondare con alcuni ancor più giovani amici, Giovanni Amendola nel segno della moderna democrazia liberale italiana.

Se a quei tempi era giusto richiamare la grande e coraggiosa esperienza amendoliana oggi è, probabilmente, necessario tornare ad ispirarsi a quella tradizione. Prima che sia troppo tardi.