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2018 anno europeo del patrimonio culturale: l’esempio del MANN

Scritto da Rita Felerico Il . Inserito in Port'Alba

mann

I Musei, gli Archivi, le Biblioteche non sono solo i luoghi dove si custodiscono e mettono in mostra preziosi oggetti frutto della creatività umana, luoghi dove ammirare e mantenere viva la memoria di ciò che è stato il passato.
Sono essi stessi un oggetto, da toccare, leggere, tenere fra le mani pensosamente, visionare e portare nella nostra quotidianità, con il quale interagire. Potremmo definirli luoghi di resilienza, ovvero di resistenza, baluardo nei confronti di tutto ciò che vorrebbe cancellare o superficializzare - con mirata strategia- il senso storico/culturale /formativo dell’esistenza e della vita di una città, di un territorio, in tutte le sue espressioni attive.

Una resistenza che Paolo Giulierini, direttore del MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha reso palpabile individuando fra gli altri, come punto di forza e di espansione del Museo, il rapporto con la città e con i cittadini dell’oggi e di domani, si auspica più responsabili e consapevoli della loro identità, in dialogo stretto con l’Altro, le diversità e le innovazioni.

Nella conferenza stampa – MANN il Museo che cresce - svoltasi lunedì u.s., è proprio il direttore a parlarne senza enfasi: racconta del ‘suo’ Museo come di una ‘dimora di tutti’, elogia l’impegno profuso collegialmente da tutti i dipendenti, i collaboratori, dallo staff che affianca il suo lavoro - composto da noti professori, architetti, professionisti – illustrando un modello di sviluppo non solo legato ai numeri, alle statistiche, ma che da questi dati parte per rafforzare l’idea di una progettualità che va oltre la resa dei conti.

Se è il contesto, il Museo, l’Archivio, la Biblioteca, intesi in ogni loro possibile accezione, a trasformare ciò che prima era un oggetto, un libro, un animale, un sasso, un piatto, in un reperto naturalistico, archeologico, in un'opera d'arte, in un documento etnografico, filologico, sono loro a divenire paradigma/rappresentativo della comunità nella quale sono inseriti e con la quale dialogano e scambiano cultura.

E se gli oggetti che vi entrano divengono arte perdendo una parte della loro condizione di oggetto, quella dell’uso quotidiano, si acquistano altri significati, altri valori, non essendo solo oggetti di memoria. Non solo è differente la modalità di contenerli e conservarli, ma l’oggetto entra a far parte di una realtà più ampia, entra in relazione con ‘presenze’ regolate e strutturate, si espande anche nel suo valore commerciale.

Il Museo, come l’Archivio, la Biblioteca sono dunque strumenti culturali, volti a rappresentare l’identità di nazioni, città, territori, ma contemporaneamente anche politici ed economici e, come tali, protagonisti virtuali di possibili espansioni e ricadute economiche. Il MANN risponde a questa domanda proponendo una nuova fase di tutela e valorizzazione.

Cosa distingue infatti un Museo o una Biblioteca o un Archivio da Google? Sicuramente la reale presenza sul territorio, la fisicità, lo spazio relazionale, di ricerca, di orientamento riflessivo, di informazione anche mirata e modellata, di verifica e di controllo immediato e veritiero dei dati. E non ultima ad essere considerata è la funzione di ‘opposizione’; opponendosi ad una ‘manipolazione della memoria’, si impongono come laboratorio di crescita critica collettiva e personale, di scelta di un percorso educativo e formativo, di contro alla ‘babele’ propostaci e imposta da internet, dove la troppa informazione genera disinformazione, dove il ‘tempo’ non è regola.

Archivi, Biblioteche, Musei in prospettiva devono continuare a tessere quella trama di relazioni fra documenti e utenti al fine di conservare e tramandare un senso, una direzione, una suggerita scala valoriale da ‘far vivere e rivivere’, con l’aiuto delle innovazioni, dei linguaggi mediatici, nel rispetto dei dati storici e filologici. In tal modo, come luoghi del sapere non riprodurranno in modo pedissequo la realtà o ciò che è stata la realtà, non saranno fotocopia di quello che è o è stato, piuttosto rispecchieranno e saranno il movimento che la storia e la storiografia compiono, nei rispettivi campi, all’interno delle relazioni civili, nell’intento di porre mano ad un benessere sociale riproducibile, non solo tecnicamente.

“Passeggiare tra le sale del MANN o godere dei suoi nuovi servizi sarà una esperienza unica e immersiva. Dimostreremo che tutela e valorizzazione sono la stessa cosa e che possono raggiungere standard qualitativi altissimi”, dichiara Giulierini. Oltre l’invito a divenire utenti partecipi delle grandi mostre che durante il 2018, con rigoroso approccio, coniugheranno la materia archeologica alla dimensione contemporanea (ricordiamo fra le altre quella dedicata agli Etruschi, un’altra a Pompei ed Ercolano), il Museo invita ad essere spettatori degli eventi che ospiterà : musica, cinema, festival letterari, teatro ecc.. Per completezza, non possono mancare alcune segnalazioni :

- dopo la sezione egizia riapriranno la sezione Preistoria e quella della Magna Grecia;

- il progetto alla scoperta dei tesori del MANN che, con cadenza stagionale, porterà all’attenzione del pubblico opere restaurate e mai esposte (a Pasqua saranno presentate le armi gladiatorie provenienti dalla Caserma di Pompei, già in mostra ad Atlanta e ad Houston) ;

- apertura di altri spazi espositivi, aree verdi e di ristoro (bar, biblioteca…);

- nuova accessibilità relativa all’accoglienza e alla didascalizzazione dei percorsi di visita e conoscenza attraverso l’uso di supporti tradizionali e di nuove tecnologie, connessione wi-fi;

- attività sperimentali e azioni rivolte a categorie particolari di visitatori , quali disabili visivi/uditivi, ragazzi con disabilità cognitive, visitatori stranieri o ‘nuovi italiani’ ( fra cui anche il progetto con gli occhi degli altri,rivolto ad 8 piccoli cinesi) ; e ancora il progetto scopri Napoli dal Museo per 700 minori realizzato con il Comune e finalizzato all’educazione al patrimonio della città, che condurrà i ragazzi dal Museo al Centro Antico; e ancora il progetto in favore dei senza tetto che prevede sostegno per docce, cambio abiti, pasti caldi, assistenza per coloro che popolano le aree adiacenti al Museo;

- digitalizzazione di opere in 3D, repliche in 3D per non vedenti, gestione del patrimonio con un sofisticato sistema informativo;

- progetto Antico Presente, una serie di video del regista Lucio Fiorentino in varie lingue che legano un sentimento (come ispirazione, desiderio) ad un capolavoro della collezione museale;

- mostre nel mondo – soprattutto quella dedicata a Pompei, che toccherà anche la Cina – perché il MANN è il principale prestatore a livello mondiale di opere archeologiche di qualità, nonché possessore di un Ufficio di Restauro ( apriranno altri 4 nuovi laboratori ) tra i più quotati in Italia ( importante è la collaborazione dal 2008 con il Paul Getty Museum di Los Angeles).