Riflessioni a caldo sulle elezioni (sine ira ac studio)

Scritto da Ernesto Nocera Il . Inserito in Vac 'e Press

luigi di maio

È dalle prime elezioni che il Sud vota “contro”. Nel 1946 la Repubblica vinse per il voto plebiscitario del Nord che bilanciò la valanga monarchica al SUD (Forcella all’80% -Pallonetto 93%). La cosa si è ripetuta più volte ed ha molte origini, non escluso il trauma storico del 1860.
Anche il voto a Bassolino, fu, in effetti, un voto di protesta contro il malaffare delle giunte centriste e fu dato al PCI, allora percepito come unico antagonista. Il lungo predominio DC fu un intreccio di caute riforme e pervasivo clientelismo. Una vera politica di superamento del dualismo del sistema economico italiano non fu mai realizzata ed i governi di centro sinistra durarono troppo poco per avviarla.

La Destra ha sempre soffiato sul fuoco ( vedi la rivolta di Reggio Calabria) dando sempre pessima prova come amministratrice. La condizione di sottosviluppo del Mezzogiorno si è alfine rivelata per quello che è: un grave elemento di minaccia all’unità del Paese e forse alla democrazia. Il voto ai 5 stelle è l’ultima manifestazione di questo disagio. É un voto “ideologico” che prescinde dal merito dei candidati che nessuno conosce e dei quali nella campagna elettorale, tutta affidata ai leader nazionali, non si è visto traccia. Antonio Marciano si è battuto come un leone. Ha fatto decine di iniziative, ha parlato con migliaia di cittadini ed è stato battuta da uno sconosciuto candidato che ha fatto la campagna elettorale stando a casa sua. Nel collegio nessuno sapeva né chi fosse né che volto avesse e nemmeno quali fossero i suo inesistenti meriti politici. Considero emblematico questo caso

Questo tipo di voto mi ha ricordato la prassi elettorale del PCI i cui elettori, nella quasi totalità,votavano solo il simbolo, e per le preferenze si limitavano ad esprimere quelle consigliate dalla sezione. Era un voto tutto ideologico come lo è stato quello per i 5 Stelle. Solo che il PCI si muoveva nello spazio costituzionale che invece i 5Stelle contestano.

La sconfitta del PD è uniforme, abbiamo fatto l’unità d’Italia ma il plebiscito meridionale e soprattutto lo sfondamento a Sud della Lega (mediamente 14%) è un fenomeno preoccupante. È l’emergere di una pulsione anti-sistema che non promette niente di buono. Dobbiamo duramente lavorare affinché la Costituzione torni ad essere la base della civile convivenza al Sud.

Sarà un lavoro duro che deve iniziare dalla rimozione dei gruppi dirigenti che non hanno saputo leggere le trasformazioni della società italiana ed il disagio delle periferie abbandonate, il malessere dei giovani e le difficoltà degli anziani

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