Giancarlo Garraffa:"Un canestro per amico ha una valenza educativa. Bisogna essere attivi, tutti devono fare qualcosa.

Scritto da Andrea Esposito Il . Inserito in Il Pallonetto

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Giancarlo Garraffa presidente dei Napoli Charlatans ci parla del loro grande progetto ‘Un Canestro per Amico’ e ci racconta il suo punto di vista sui campionati di A1 ed A2. Questa settimana siamo lieti di ospitare nella rubrica ‘Il Pallonetto’ di QdN Giancarlo Garraffa, presidente dei Napoli Charlatans.

Chi sono i Napoli Charlatans?
I Napoli Charlatans sono una associazione sportiva dilettantistica composta da tanti appassionati, esistiamo da 8 anni. Siamo un gruppo molto eterogeneo, ci sono persone che giocano a basket in maniera amatoriale e persone che hanno giocato in nazionale come Massimo Sbaragli. Il gruppo va dall’amatore all’ex professionista. Ci ritroviamo una volta a settimana per divertirci. Partecipiamo due volte l’anno a kermesse internazionali che sono bellissimi eventi di aggregazione. Con il nostro progetto ‘Un Canestro per Amico’ cerchiamo nel nostro piccolo di restituire tutto quello che il basket ci ha dato.

Questo vostro progetto sta avendo moltissime adesioni. Com’è nata questa idea?
Ci sono state due scintille che hanno fatto scoccare l’idea: la prima è connessa a dei nostri amici di Taranto che anni fa piantarono un canestro in una piazza Tarantina; la seconda risale alla fine degli anni ’80 quando la Pallacanestro Trapani, allora presieduta da mio padre, installò canestri in giro per la città. Alla base di tutto c’è sempre stata la socialità, cercare di far giocare quanti più bambini è possibile in maniera totalmente gratuita. Il nostro progetto all’inizio era molto meno ambizioso, pensavamo a 2 o 3 impianti totali, poi l’aiuto della Onlus Dare Futuro e la passione ed entusiasmo nati intorno a questa idea ci hanno portato a decidere di ampliare le nostre vedute.

La nascita di questi ‘Play-Ground’ può essere vista anche in chiave educativa?
Questi canestri possono essere visti come tentativo di allontanare i bambini dalle tentazioni della strada? “Assolutamente sì, questo è uno dei motivi principali che ci hanno spinto a realizzare questo progetto. Napoli ha un tessuto sociale molto difficile, in quartieri complessi esistono realtà molto critiche. Per questo abbiamo scelto di piantare i nostri canestri anche in zone “difficili” come il Rione Toiano di Pozzuoli, San Giovanni a Teduccio, Monteruscello, il prossimo mese arriveremo a Secondigliano. Noi cerchiamo di piantare un albero, sperando che i frutti di questo nostro albero possano permettere a questi ragazzi di trovare strade diverse rispetto a tutte quelle che potrebbero imboccare in zone dove ci sono molte difficoltà che spesso portano a percorsi di vita complicati.

I vostri campi da gioco possono sostituire infrastrutture sportive sempre più fatiscenti?
Purtroppo al Sud esistono difficoltà con le infrastrutture, in certi frangenti sembra di sparare sulla croce rossa. Io penso che dobbiamo cominciare ad entrare nell’ottica di diventare parte attiva per cercare di fare qualcosa di positivo per il nostro territorio. Più che chiedere alle istituzioni di sostituirsi a noi privati, io chiedo di non ostacolarci rendendo l’ottenimento di permessi più semplice, snellire la burocrazia per poter realizzare qualcosa di concreto. Già questo può essere un grande passo avanti. Poi se dobbiamo essere realisti forse è giunto il momento che noi privati, per quello che possiamo, iniziamo a darci da fare perché è inutile continuare a piangerci addosso. Oggi il settore pubblico è in grande difficoltà quindi aspettare un suo intervento è come credere ad una chimera.

I fondi dell’universiade potevano essere una grande opportunità per attuare un restyling di queste infrastrutture in difficoltà come il Pala Barbuto o il mitico Pala Argento. Tu cosa pensi al riguardo?
Da quello che ci è dato sapere e dalla riunione che è stata fatta ad autunno con l’assessore Ciro Borriello i fondi delle Universiadi dovrebbero essere impiegati nella ristrutturazione dei vari palazzetti Napoletani, ristrutturazione che dovrebbe partire il mese di Maggio. Questi soldi dovrebbero dar vita ad una serie di lavori che dovrebbero consentire a tutti gli impianti della città di tornare ad essere a norma. Se così dovesse essere, con la chiusura di tutti gli impianti a Maggio e riapertura ad autunno prossimo, questo sarebbe un passo in avanti epocale per la città di Napoli dal momento che impianti come il Pala Stadera di Poggioreale, il Collana al Vomero, il Polifunzionale di Soccavo lo stesso Pala Barbuto di Fuorigrotta giacciono in condizioni precarie. Per quanto concerne il Pala Argento credo che purtroppo non siano previsti interventi. Spero che queste precise promesse fatte alla presenza di numerose società sportive durante la già citata riunione del passato autunno restituiscano alla comunità cestistica cittadina gli impianti necessari per praticare questo sport. Non ho motivo di dubitare, la speranza è l’ultima a morire

Gettando un occhio al basket giocato notiamo che in massima seria Avellino ormai è in pianta stabile ai piani alti della classifica, mentre in serie A2 la Cuore Napoli Basket ha affrontato moltissime difficoltà. Quali sono le tue impressioni?
Per quanto riguarda la serie A1 siamo davanti ad un campionato molto particolare, penso il torneo più equilibrato di sempre dove possono vincere il titolo 7/8 squadre. Sarà una questione di dettagli. La recente Coppa Italia di Firenze è stata lo specchio fedele del campionato, regalandoci risultati inattesi e grandi emozioni. Quest’anno potrebbe vincere lo scudetto una squadra che non ha mai vinto (ogni riferimento ad Avellino è puramente casuale). Tutta la Campania farà il tifo per i ‘Lupi irpini’. Per la Cuore Napoli purtroppo quest’anno ci sarà una quasi certa retrocessione. Il team è stato smobilitato, non ci sarà scampo. Mi dispiace perché Ciro e Vincenzo Ruggiero sono delle persone appassionate, però questa stagione è nata storta ed è proseguita peggio. Spero che l’anno prossimo ci sia la volontà di invertire la marcia e di ripetere la cavalcata della scorsa stagione. Napoli ha dimostrato che c’è una ‘Cultura Cestistica’ costruita negli anni, basta poco per riaccendere la fiamma della passione e tornare a riempire il palazzetto, da questo punto bisogna ripartire. Le annate sfortunate capitano a tutti, spero che l’anno prossimo le cose vengano fatte con maggiore criterio e ci siano risultati diversi.

Si conclude qui la chiacchierata con Giancarlo Garraffa, sperando che possa tornare ad essere nostro ospite in questa rubrica che tenta di raccontare le vicissitudini del Basket a Napoli. Seguite i Napoli Charlatans sui social per essere sempre aggiornati sulle loro bellissime iniziative.

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