Inter - Napoli

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Il Pallonetto

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Bugatti, Burgnich, Facchetti,Tagnin, Guarneri... Fino a Corso. Ma come, quella filastrocca non cominciava con Sarti? Sì, però la sera della finale di Coppa Campioni contro il Real Madrid l'ex viola venne colpito da una pallonata al basso ventre durante il riscaldamento -allarme poi rientrato- e così nella formazione iniziale figurava il secondo portiere della Beneamata: Ottavio Bugatti, giunto a Milano tre anni prima dopo otto stagioni partenopee.
In riva al Golfo conobbe Amedeo Amadei, il quale nel 1950 sbarcò a 'Città nuova' dopo due campionati in maglia nerazzurra. Il ciclo della Grande Inter si chiuse il 28 maggio '67, tre giorni dopo l'inaspettata sconfitta nella terza finale europea.

Nell'unica annata alla Pinetina di Luis Vinicio, che 1974 (da allenatore) chiederà a Ferlaino l'acquisto di Tarcisio Burgnich. 'La Roccia' ha terminato la carriera in maglia partenopea, festeggiando il 29 giugno '76 la coppa nazionale. Sei mesi e otto giorni dopo la sconfitta in campionato a Milano: Inter-Napoli 2 a 1, con gol decisivo di Facchetti nei minuti conclusivi. A San Siro era presente anche Enrico Bertolino, che di quella rete ha un ricordo particolare: «Nel secondo tempo venne giù la nebbia e dall'anello superiore non si riusciva a vedere chi aveva segnato. Quando da sotto ci informarono il marcatore esultarono anche i tifosi ospiti, i quali pensarono all'autogol. Perché Giacinto era un difensore. Ma noi tifosi nerazzurri conoscevamo bene la sua propensione offensiva. E venimmo poi a sapere che non era stata un'autorete», ha dichiarato in una puntata di Rai Storia dedicata al 'Gigante di Treviglio'. Bertolino ha poi concluso: «A me piace ricordarlo così, mentre corre nella nebbia tra l'abbraccio di entrambe le tifoserie».

Sulla panchina della Beneamata sedeva Beppe Chiappella, ex tecnico (anche) dei partenopei. ''Qualora fosse stato costretto a lasciare l'Inter, a papà sarebbe piaciuto giocare nel Napoli'', ha scritto Gianfelice Facchetti in "Se no che gente saremmo" (vincitore nel 2012 del Premio Bancarella Sport).

Aristide Guarneri ha vestito per una stagione la casacca del 'Ciuccio'. Mariolino Corso ha invece allenato la Primavera partenopea, regalandole il titolo di campione d'Italia nell'annata 1978-'79.

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