Ciao Asto!

Scritto da Matteo Zapelli Il . Inserito in Il Pallonetto

astori

Il ventisettesimo turno di Serie A sarà ricordato a lungo perché ha portato ad una svolta del campionato italiano. Non parlo solo ed unicamente dal punto di vista sportivo dove vediamo la seconda sconfitta stagionale del Napoli e l’avvicinamento in classifica dei rivali bianconeri ma faccio riferimento a equilibri, pensieri e sensazioni che si possono racchiudere in un semplice ma intenso termine “sconforto”.
Si perché il 4 marzo è venuto a mancare Davide Astori, difensore e capitano della Fiorentina, nonché presenza fissa all’interno della squadra azzurra della Nazionale.

Un evento che definire tragico sarebbe banale, un ragazzo di 31 anni che si spegne senza un vero motivo , senza un perché , che lascia nel cuore di tutti un vuoto incolmabile. La Fiorentina si trovava in trasferta ad Udine dato che alle 15 era in programma il match che vedeva fronteggiare appunto i Viola con i Friulani , ma quella mattina si percepiva qualcosa di differente nell’aria, qualcosa di anormale ... Asto, come lo chiamavano tutti era sempre preciso e puntuale, da buon capitano dava l’esempio ed era il primo a far colazione e a dare il buongiorno ai suoi ragazzi. Stranamente quella maledetta mattina Asto è in ritardo, un ritardo che si trasforma in tragedia quando il preparatore atletico che era andato a controllare nella camera del buon Davide, si accorge che Asto dorme ancora, un sonno dal quale però non si sveglierà mai. Ci ha lasciati, ci ha lasciati senza soffrire però, si è spento nel sonno, il suo cuore poco a poco ha rallentato come evidenziato dall’autopsia, un po’ come il cuore di milioni di Italiani che apprendendo questa terribile notizia hanno avuto un sobbalzo e il loro cuore per un attimo si è fermato, come quello del calciatore.

Un ragazzo e un capitano umile, serio, sempre sorridente, una persona PERBENE, bastava guardare il suo viso pulito per rendersene conto, il classico calciatore che non è mai sotto i riflettori perché ama la semplicità, la vita quotidiana e ama soprattutto la sua famiglia ed è per questo che il pensiero più grande va a loro, alla sua splendida compagna che dovrà affrontare questa disgrazia e alla sua piccolina di appena due anni che non potrà mai conoscere il padre e non potrà mai sapere che uomo fosse. Il mondo del calcio, non solo italiano, è stato profondamente scosso da questo avvenimento e i messaggi di solidarietà e cordoglio sono arrivati da ogni angolo del globo: allenatori, giocatori, presidenti, capitani di qualsiasi squadra Italiana ed Europea sono intervenuti per dare un ultimo saluto , per esprimere un pensiero di vicinanza. Perché in fin dei conti se ne è andato uno di noi, un ragazzo prima che un calciatore, giovanissimo e con tutta una vita davanti, tutti hanno provato a ricordarlo per quel grande uomo e grande calciatore che era perché si, era un ottimo difensore, uno dei migliori in Italia ma il ricordo non basta a cancellare il dolore e non basterà mai. Ovviamente sono state rinviate le partite di quella maledetta domenica di A e molte iniziative sono state prese per dare al capitano il ricordo che meritasse, basti pensare che sia Il Cagliari che la Fiorentina, le squadre in cui Astori ha militato maggiormente, hanno ritirato la numero 13 e hanno intenzione di svolgere altre attività al fine che il nome di Astori non venga mai dimenticato. Questa tragedia segnerà la Serie A fino alla fine della stagione e oltre ancora potrà mai riprendersi, potremo mai noi riprenderci dopo questa sconvolgente domenica?

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