Il campionato (per fortuna) è ancora vivo: questo Napoli non muore mai

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

napoli calcio

Domenica 8 Aprile,minuto 89 e il punteggio è incredibilmente in favore del Chievo al San Paolo. Uno 0-1 doloroso come non mai e che sembra condannare definitivamente gli azzurri e i cinquantamila tifosi accorsi allo stadio al secondo posto alle spalle della Juventus.

Ma se lo sport ci ha insegnato qualcosa,il calcio in particolare,è che non bisogna mai mollare e se hai chiaro l'obiettivo davanti a te,lottando,puoi raggiungerlo nonostante le mille avversità (chiedere informazioni anche alla Roma dopo la storica rimonta ai danni del grande Barcellona di Messi).
A rinfiammare lo stadio di Fuorigrotta ci pensa al 90' quel Milik che tanto sarebbe servito a questo Napoli quest'anno e da quel momento si inizia a percepire una strana aria sugli spalti e in campo. Un alone di magia si posa improvvisamente sul rettangolo di gioco e nel frastuono generale dei cori dei tifosi accade l'impensabile : al minuto 93,nonché ultimo minuto di recupero,la palla dopo una mischia su calcio d'angolo arriva sul piede di Diawara che era stato forse fino a quel momento uno dei peggiori in campo e lo stesso centrocampista azzurro si inventa un gol (il suo primo in Serie A) che rischia di riscrivere la storia di questo campionato. È 2-1.Il boato del San Paolo è un qualcosa di indescrivibile,le emozioni e l'adrenalina regnano sovrane sugli spalti e ognuno abbraccia il proprio vicino di posto anche se quest'ultimo è il più perfetto degli sconosciuti (se ve lo state chiedendo,si è un breve racconto di vita vissuta del sottoscritto). Non sappiamo se questo gol e questi 3 punti saranno decisivi per lo Scudetto,ma di certo sarà un momento che per i tifosi del Napoli resterà storico a prescindere da tutto.
Analizzando però il possibile peso specifico che il gol di Diawara potrebbe avere nella corsa al tricolore,verrebbe da dire che non siamo poi così distanti da quello che ebbe un gol molto simile siglato da Dybala in quel di Roma contro la Lazio sempre nel finale di gara. In quel momento il Napoli forse accusò un pò il colpo,chissà che anche la Juve non possa risentirne stavolta soprattutto dopo le fatiche (e che fatiche) di Champions.
Sta di fatto dunque che abbiamo ancora un campionato e che la lotta per l'obiettivo primario è più che mai aperta nonostante vi siano ancora 4 punti di distacco tra bianconeri e azzurri. Ma in fondo 4 punti sono davvero cosi tanti ? Forse no,ma sarà lo scontro diretto di Torino del 22 Aprile a dircelo.
Nel frattempo sarà compito del Napoli non perdere ulteriore terreno prima del fatidico incontro e non sarà così facile data la insidiosa trasferta di Domenica 15 a San Siro contro il nuovo ringalluzzito Milan di Gattuso. Servirà ora più che mai una grande prova di maturità e forza da parte degli azzurri che se vogliono continuare a sognare e non lasciare nulla di intentato dovranno andare a fare risultato in quel di Milano senza alcun tipo di paura. D'altra parte la paura non è un sentimento che deve appartenere agli azzurri che mai come quest'anno si stanno esprimendo su livelli mai visti prima d'ora nella recente storia azzurra e di questo devono dunque essere soltanto orgogliosi,come orgogliosi devono essere i suoi tifosi senza se e senza ma. La pressione d'altro canto sarà tutta sulla sponda bianconera d'ora in poi (nonostante vorrebbero farci credere il contrario) poiché se c'è qualcuno che ha qualcosa da perdere beh signori miei quel qualcuno sono proprio i ragazzi di Allegri e su questo non abbiamo alcun dubbio. Budget,rosa ed esperienza sono motivazioni più che sufficienti per giustificare la nostra tesi e il discorso non ammette repliche di nessun genere. Sarri e i suoi ragazzi andrebbero soltanto ringraziati da napoletani e non napoletani per aver regalato all'Italia intera un vero campionato a differenza degli altri principali tornei continentali.
Dunque crediamoci e non molliamo perché il sogno è ancora concretizzabile e darsi per vinti proprio adesso che il gioco si fa duro sarebbe un vero peccato.
D'altronde,come direbbe il buon Micheal Jordan che di vittorie se ne intende "Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l'intelligenza che si vincono i campionati" e quest'ultime due componenti di certo non mancano ai partenopei. Crederci sempre,mollare mai.

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