La Cassazione: no alla particolare tenuità per maxi-frode alle pay tv

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Vac 'e Press

pay tv

Secondo la Corte di Cassazione non è “di particolare tenuità” il fatto di usufruire dei contenuti della piattaforma pay-per-view Mediaset Premium tramite metodi fraudolenti. Bocciata, dunque, la scelta del giudice di concedere l’archiviazione e di non celebrare l’udienza camerale.

I fatti. Questo quanto ha stabilito la sentenza n. 15124 del 5 aprile 2018, con la quale la Suprema Corte ha accolto il ricorso di Mediaset. L’azienda si era opposta alla richiesta di archiviazione chiedendo un supplemento investigativo per il fatto – ritenuto di particolare tenuità – che un centinaio di persone, quasi tutti abitanti di Città di Castello, avessero «abusivamente usufruito, tramite metodi fraudolenti, della visione dei contenuti della piattaforma televisiva pay-per-view Mediaset Premium, avvalendosi di un’organizzazione con sede in Liguria, la quale, con sofisticate apparecchiature, era in grado di captare il segnale criptato e, quindi, di girarlo a coloro che ne facessero richiesta e che pagassero il servizio (illecito) offerto».

Il ragionamento. Per la S.C., dalla natura speciale dell’istituto deriva che il giudice non può de plano disporre l’archiviazione per infondatezza della notizia di reato, ossia per una causa petendi diversa da quella azionata dal PM, che aveva comunque ritenuto fondata la notitia criminis sia pure con una lesività ritenuta tenue.

Infatti, sussistendo in capo alle parti l’onere di indicare le ragioni del dissenso rispetto alla richiesta di applicazione dell’art. 131 bis c.p. (ossia, per l’indagato, gli effetti pregiudizievoli che possono scaturire dall’applicazione della speciale causa di non punibilità e, per la persona offesa, l’esistenza di situazioni tali da richiedere l’esercizio dell’azione penale per tutelare gli interessi civili lesi dal reato) e dovendo la speciale ipotesi di archiviazione ex art. 131 bis c.p. essere preceduta da un’apposita richiesta, da portare a conoscenza delle parti, il contraddittorio deve necessariamente celebrarsi, previo ingresso del rito camerale, su tale specifica questione.

Ancora, prosegue la Cassazione, dalla natura speciale di tale ipotesi di archiviazione deriva che, formulate dalle parti specifiche ragioni di dissenso, il giudice non può de plano sindacare nel merito tali ragioni, ma deve – se l’atto di opposizione non è ammissibile (perché tardivo, perché presentato da persona non legittimata o, infine, perché privo delle ragioni del dissenso) – fissare l’udienza camerale. Solo all’esito di quest’ultima, questi potrà decidere sulla richiesta di archiviazione.

Nel caso di specie, Mediaset aveva contestato, per l’appunto, la sussistenza dei requisiti che consentivano di ritenere la speciale tenuità dei fatti, formulando con la propria opposizione una precisa richiesta di indagini suppletive solo su uno degli aspetti (gravità del danno) preclusivi dell’applicazione della causa di non punibilità. Pertanto, accogliendo il ricorso, la Corte ha ritenuto che la chiusura del procedimento penale non era avvenuta in maniera corretta. Restiamo dunque in attesa dei risvolti che potrebbero emergere da un nuovo esame della vicenda.

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