Il mondo ispanico di Jesse Fernandez: errancia y fotografía

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

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La mostra “Errancia y fotografía. Il mondo ispanico di Jesse A. Fernández” sarà visitabile, gratuitamente, presso l’Insistuto Cervantes di Napoli fino al 20 aprile: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19 ed il sabato dalle 10 alle 13. L’evento, inaugurato lo scorso ottobre a Madrid, sarà visitabile in diverse tappe come Parigi, Chicago, New York, Berlino, Francoforte e Napoli per l’appunto.

La mostra è stata curata da Fernando Castillo, il quale ha provveduto ad esporre le migliori 135 istantanee dei ritratti fotografici che hanno reso celebre l’autore. Infatti, Fernàndez è stato senza alcun dubbio uno dei maggiori ritrattisti di artisti ed intellettuali del 900.

Tra il 1952 e il 1986, in oltre trent’anni la sua macchina fotografica ha catturato i maggiori esponenti dell’epoca in quello che viene chiamato “vagabondaggio ispanico”. In questo excursus fotografico è possibile riconoscere protagonisti del calibro di Onetti, Roa Bastos, Alfonso Reyes, Rulfo, Fidel Castro, Wifredo Lam, Vargas Llosa, Borges, Severo Sardury, Guillermo Cabrera Infante, Carpentier e tanti altri.

Parallelamente per il mondo artistico e culturale spagnolo spiccano i ritratti di Dalì, Alberti, Antonio Saura, Max Aub, Delibes, Pau Casals, Buero Vallejo, Chillida, Tàpies, Juan Goytisolo, Cela, Carmen Amaya, Josè Bergamìn. Ad accompagnare la mostra ci saranno anche scatti inediti e svariati documenti, pubblicazioni e cortometraggi.

Jesùs Antonio Fernàndez Martinez nacque a Cuba da genitori asturiani, condusse una vita itinerante testimoniata dai ritratti fotografici catturati durante la sua lunga carriera. Per tale motivo la mostrà sarà suddivisa in nove sezione che racconteranno gli anni trascorsi nei paesi simbolo della sua vita artistica: Guatemala, Colombia, Messico, L’avana, Porto Rico, New York, Madrid, Parigi e Palermo.

Ogni luogo ha segnato un epoca fotografica personale che hanno rivelato al mondo le doti di quest’uomo cosmopolita ma pur sempre fedele ad i principi della sua scelta fotografica: egli ha vissuto per la libertà e in essa ha trovato la propria condizione artistica.

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