Il perché della sconfitta

Scritto da La Redazione Il . Inserito in Vac 'e Press

pd perde

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Franco Pelella.

Caro direttore, lo storico Isaia Sales ha rilasciato un’intervista nel corso della quale ha dichiarato, tra l’altro, che “…la vittoria dei Cinque Stelle al Sud è stato un voto di rivolta morale…un voto contro il sistema. Una rivolta morale e generazionale…La maggioranza ha visto impotenza, opacità e immoralità…(Le mafie).
Non riescono più come un tempo a orientare il voto: ora si adeguano” (CONCITA DE GREGORIO: “Sconfitto il Pd dei notabili ora il partito torni ad occuparsi della vita delle persone”; La Repubblica, 6/4/2018).

Non sono d’accordo. La mia opinione è che il voto del Sud non è stato un voto di rivolta morale. Quando il M5S prende il 48% dei voti in Campania e in Sicilia, il 54% dei voti a Napoli, il 65,3% a Barra, il 65,2% a Scampia, il 61% a Pianura e il 60,3% a Secondigliano ciò significa che non è in atto una rivolta morale ma qualcosa d’altro. Forse possiamo chiamarla da un lato una rivolta contro il degrado del Sud e dall’altro una rivolta alla ricerca di maggiori coperture assistenziali (il famoso reddito di cittadinanza). La realtà è che negli ultimi decenni il Sud (e in particolare alcune aree del Sud come Napoli e la Sicilia) ha fatto registrare pochi progressi dal punto di vista economico e sociale; l’economia locale non decolla e ciò dà luogo ad una grossa emigrazione, soprattutto ad una grossa emigrazione intellettuale da parte dei giovani scolarizzati. Ma neanche i servizi funzionano. Non funzionano i trasporti pubblici ma non funziona neanche la sanità; continua l’emigrazione al Nord per farsi curare. Dato che in sede elettorale i cittadini meridionali non potevano incolpare loro stessi (largamente corresponsabili dei propri guai) era inevitabile che i principali responsabili di questa situazione fossero individuati nel partito di governo (si pensi che quasi tutte le regioni del Sud sono governate da uomini del Pd).

Era inevitabile che gli elettori si rivolgessero al M5S. Ma ciò non è avvenuto per una specie di rivolta morale ma perché l’unica scelta politica nuova non poteva essere la Lega, ancora troppo caratterizzata in senso nordista.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)

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