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Una notizia tragica

Scritto da Ernesto Nocera Il . Inserito in Vac 'e Press

scuola agnelli

La Fondazione Agnelli nel suo ultimo rapporto sulla scuola italiana stima che fra dieci anni la popolazione scolastica italiana passerà dagli attuali 9 milioni a 8 milioni. Un calo netto ed una sciagura per la scuola e per l’avvenire del Paese.
Secondo le parole del rapporto “l’Italia è precipitata in un inverno demografico“ che ha cause complesse e conseguenze gravi sul sistema Italia, e che si allarga nonostante l’apporto degli immigrati, il fenomeno sarà uniforme in tutta Italia. Nessun paese europeo subirà un calo così drastico…fatto 100 il numero indice della popolazione scolastica europea nel 2018, nel 2028 la Svezia sarà a 125,UKe Germania a 109. La media europea scenderà a 99 mentre Francia e Polonia andranno a 98, la Spagna a 93 e l’Italia, fanalino di coda, a 85 punti . Balza subito agli occhi una caratteristica: l’incremento riguarda due paesi con un welfare efficiente e con un regime di protezione e incentivo della maternità. Ciò vuol dire che la politica gioca un grande ruolo nell’evoluzione del fenomeno. Il calo avrà gravi conseguenze sul sistema scolastico: meno alunni significa meno classi/sezioni e difatti la scuola dell’infanzia perderà 6343 classi, la primaria 17946, la secondaria di primo grado 9420 e quella di 2° grado 3002 . In totale si perderanno 36721 classi/sezioni. Ciò comporterà, al 2028, la perdita di 53600 cattedre pari ad oltre metà degli insegnanti assunti o regolarizzati con la “Buona Scuola”. La contrazione sarà omogenea in tutta Italia e ciò porrà fine alla “migrazione“ degli insegnanti dal Sud al Nord. Finirà il luogo comune delle cattedre al Nord e dei professori al Sud. Il fenomeno farà risparmiare allo Stato circa 2 miliardi (1956 per la precisione). Risparmio avvelenato però perché il blocco del turn-over impedirà l’assunzione di insegnanti giovani e quindi impedirà il rinnovamento della didattica favorendo l’invecchiamento della categoria degli insegnanti. Insomma i nostri nipoti avranno maestri sempre più vecchi, stanchi e demotivati con conseguenze deleterie sulla qualità del processo educativo. Inoltre questo “risparmio “ produrrà dopo qualche anno la riduzione del monte contributivo e di quello salariale di una diecina di miliardi conseguenza dell’assottigliarsi della quota di popolazione attiva (14-63 anni) e quindi dei “contribuenti”. Cosa si può fare per contrastare questo fenomeno derivato anche dalla diminuzione del numero delle madri potenziali , delle donne in età fertile? Intanto una battaglia culturale per evitare che l’età delle primipare salga sempre più con il conseguente incremento del fenomeno deleterio del ”figlio unico” che no avrà né zii nè cugini. La politica ha una grande responsabilità in questo .Bisogna pensare un nuovo “ welfare” che, come in Svezia, faciliti la formazione di giovani coppie e incentiva la propensione alla maternità ed alla genitorialità. Su questo piano occorrerà anche battersi per un rovesciamento della attuale tendenza al rifiuto della genitorialità fenomeno più culturale che economico. I nostri ragazzi, anche quando all’estero conquistano solide posizioni economiche, continuano a sacrificare i figli alla carriera. Non sarebbe strettamente necessario licenziare oltre 50mila insegnanti se si pensa di poter sviluppare il tempo pieno ed i moduli educativi che prevedono l’intervento di più insegnanti sulla stessa classe e la riduzione del numero di alunni per classi. L’Italia non può continuare a perdere 160mila abitanti all’anno. I rimedi sono, come ho già detto una politica di incentivo della genitorialità ed anche una gestione razionale e accorta della immigrazione che, a questo punto,diventa una necessità per il Paese. Non vedo segni di interesse al problema fra le forze politiche. Nè fra quelle che di accingono a governare né fra quelle che faranno opposizione. Il Pd ne fa cenno nel suo, programma. Nei programmi di 5Sstelle e CDx nemmeno una parola con l’aggravante della becera posizione di Salvini sull’immigrazione che da opportunità viene presentata come minaccia e pericolo. Cosa volete che sia il calo demografico di fronte alla necessità di “fare giustizia “ riducendo di qualche centinaio di euro mensili in”privilegi” di 2600 ex-deputati ? Ci attendono tempi bui. Una presa di coscienza delle forze politiche sarà possibile solo se la gravità del, problema diventerà coscienza di massa. Sono i cittadini che possono fare la differenza chiedendo ai partiti di prendere posizione sul problema che, se non risolto, porterà all’estinzione dell’Italia che conosciamo ed amiamo. Sono problemi gravi e seri che attengono all’avvenire del Paese. Mai così seri però come l’abolizione dei vitalizi, dalla cui soppressione l’Italia ricaverà nuovo slancio verso il progresso.