Napoli: da Comune e Regione una brutta nuova e un segnale di speranza

Scritto da Mariano D'Antonio Il . Inserito in A gamba tesa

Vesuvio col Sole

I cittadini ascoltano in questi giorni una brutta notizia ma percepiscono pure un segnale di speranza, che entrambi provengono dalle istituzioni locali. 

La brutta è nelle parole del sindaco di Napoli de Magistris il quale commentando simultaneamente le disavventure della squadra di calcio partenopea e la condanna della Corte dei Conti sul debito che il Comune dovrà pagare, ha accomunato i due eventi a prima vista del tutto eterogenei con la parola "risarcimento". In altri termini secondo il sindaco i napoletani dovranno essere ripagati, risarciti, per il duplice torto che hanno subito, una volta come tifosi di calcio e un'altra volta come cittadini colpiti dalle finanze comunali in condizioni poco brillanti, per dirla con un eufemismo carico di benevolenza.

Come è sfortunata la nostra città. In un quarto di secolo siamo passati da un sindaco (Bassolino) che parlava e si vantava del risorgimento di Napoli a un'altro sindaco (de Magistris) che pretende il risarcimento dei torti subìti dai napoletani. Siamo stati un giorno orgogliosi della nostra condizione e il giorno dopo lamentosi della nostra sfortuna. Questa oscillazione dall'orgoglio al lamento segna costantemente la nostra vita collettiva. Mai che ci accontentassimo di stare in buona salute e di costruire tenacemente un futuro promettente per la nostra comunità.

Ma nei giorni scorsi dalle cronache locali è pervenuta una notizia carica di speranza per un futuro più promettente. La Regione Campania ha approvato il passaggio di 600 dipendenti dei 46 Centri per l'impiego dai ranghi del personale delle defunte Amministrazioni provinciali agli organici regionali. In altre parole 600 persone, che una volta avrebbero dovuto occuparsi dei cittadini privi di lavoro e alla ricerca di un nuovo impiego, con la cancellazione delle Province da due anni non sapevano più da chi dipendevano e quali compiti dovevano assolvere. Da oggi in poi sanno che sono impiegati della Regione e sono agli ordini dell'Assessorato regionale al lavoro, la solerte e fattiva assessora Palmeri.

E' stato sciolto insomma un mistero che assillava i napoletani i quali si chiedevano: i funzionari dei Centri per l'impiego, scomparse le Province che li impiegavano, quale impiego dovranno trovare per se stessi prima ancora di mettersi a cercare un impiego per i disoccupati della Campania?

D'ora in poi ci aspettiamo che i problemi del lavoro che affliggono tanti nostri concittadini, saranno avviati sul giusto binario. Gli impiegati dei Centri per l'ìmpiego, quelli che sono rimasti in servizio e non sono stati collocati in pensione, saranno dotati di uffici decorosi, saranno muniti di attrezzature necessarie (almeno computer funzionanti e messi in rete), saranno rimpolpati con forze giovani che li affiancheranno, usciranno dall'oscurità e opereranno attivamente alla luce del sole. E almeno una goccia tratta dal mare della nostra disoccupazione sarà riassorbita in un nuovo posto di lavoro disponibile in un'impresa locale.

Mariano D'Antonio, economista

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