Un nuovo nome per la Galleria Laziale

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Succede a Napoli

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Continua a Napoli la rivoluzione toponomastica arancione che sta cambiando vecchi nomi di strade o attribuendone di nuovi a tratti viari che ne sono privi, rivolgendo ora la sua attenzione anche alle gallerie.
Infatti, la Commissione Toponomastica tenutasi il 10 aprile, presieduta dal Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e dall’assessore delegato, Alessandra Clemente, ha deciso l’attribuzione di alcuni nuovi toponimi cittadini e l’assegnazione di un nuovo nome alla Galleria Laziale, quella che unisce Fuorigrotta a Mergellina, in piazza Sannazaro, e che è stata chiusa nei mesi scorsi per lavori di messa in sicurezza a causa della caduta di calcinacci dalla volta.

La Galleria Laziale è il secondo traforo la sotto la collina di Posillipo, realizzato negli anni ’20 ad opera della Società Edilizia Laziale. L’apertura del tunnel simboleggia il nuovo interesse urbanistico verso l'area occidentale di Napoli, allora ancora immersa in un'atmosfera agreste a Fuorigrotta e quasi incontaminata a Posillipo, manifestata dal regime fascista con imponenti progetti di urbanizzazione.

Alessandra Clemente, Assessore ai giovani e alle politiche giovanili con delega alla toponomastica, ha dichiarato che «la decisione di sostituire l'odonimo "Galleria Laziale" è nata durante i giorni in cui la stessa galleria è rimasta chiusa per lavori e in cui durante una pre-giunta con il Sindaco e gli assessori ci interrogavamo sul perché di questo nome così lontano dalla nostra storia. Abbiamo quindi scoperto che "Laziale" era semplicemente il nome della ditta che costruì il viadotto e che agli albi comunali non era trascritto alcun toponimo, ma quel nome era entrato nella tradizione cittadina attraverso un passaparola. Il Sindaco ha avuto subito l'intuizione di dare finalmente un toponimo anche alla galleria e nell'ultima seduta della Commissione Toponomastica ho proposto di effettuare tale procedura partendo da una consultazione popolare, attraverso il sito del Comune di Napoli, in cui saranno i cittadini a dirci come vogliono che sia chiamata la galleria». Sono tre le proposte di odonimo sulle quali i cittadini napoletani sono chiamati ad esprimersi: "Galleria Partenopea", "Galleria Napoletana" e "Galleria Flegrea”.

Ora, proprio perché l'odonimo "Galleria Laziale" è entrato nella tradizione cittadina, è consolidato e non ha mai suscitato attenzioni particolari, perché cambiarlo? Poi, perché modificare il nome della galleria assegnandovi proprio l’attributo di Partenopea, Napoletana o Flegrea? Non abbiamo a Napoli e dintorni già abbastanza strade, piazze, bar, ristoranti e club sportivi che recano questi nomi? Infine, presupponendo che gli odonimi siano cosa seria e che, quindi, siano assegnati da esperti o siano una sorta di consuetudine del luogo che si perde nel tempo, è opportuno fare un contest online per sceglierlo? Viene il dubbio che questa sia l’ennesima strategia di distrazione di massa dai problemi (in particolare quelli della mobilità) che attanagliano la città di Napoli, dove gli addetti ai lavori sanno bene che ANM è tecnicamente fallita, le strade hanno più buche dell’Emmental svizzero e i cantieri sparsi per la città sono oramai diventati aspetti del paesaggio che attirano orde di turisti giapponesi con la smania della fotografia.

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