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Per un pugno di "crocette"

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in Il Palazzo

E’ iniziato con un bisbiglio, un sussurro, una voce appena accennata che passava veloce di bocca in bocca nei giorni scorsi e che sembrava infondere una nuova speranza al centro sinistra italiano con lo sguardo puntato alle amministrative siciliane: forse questa volta non andrà così male, forse gli italiani hanno capito, forse..forse...

Quelle che erano solo supposizioni, qualche ora fa sono diventate conferme. Rosario Crocetta (ex sindaco di Gela, da sempre impegnato nella lotta alla mafia), candidato del Partito Democratico col 30,48% dei voti, è il nuovo presidente della Sicilia. La regione feudo da 60 anni del centro destra (fermo col suo candidato Musumeci al 25,7%) sembra avere finalmente trovato la “retta via”. Eppure, non è tutto oro quello che luccica e il popolo democratico prima di festeggiare il risultato ottenuto sarebbe bene che capisse a pieno quello che è successo sull’isola.

Crocetta ha vinto ma senza una maggioranza certa a Palazzo dei Normanni tale che gli consenta di formare subito un nuovo governo. Il Popolo delle Libertà crolla di 20 punti (forse a causa delle divisioni interni come afferma il segretario Alfano, chissà) ma il contrappeso della bilancia lo fanno i grillini che beneficiando del voto disgiunto dal 2-3% del 2008, si collocano al 18,8% col candidato Cancellieri. Senza contare che il vero grande protagonista di questa tornata elettorale è stato l’astensionismo che presenta dati a dir poco allarmanti: Solo il 47,7% degli aventi diritto al voto si è recato a votare. Un siciliano su due. Praticamente è stata una minoranza a decidere e considerato che una buona porzione di consensi sono andati al Movimento 5 Stelle, baluardo dell’antipolitica, ben poco resta ai Partiti che tra truffe e condanne non convincono più.

La partecipazione alle urne è un elemento a dir poco imprescindibile per un partito come il nostro che concorre al potere per mezzo della partecipazione democratica. E allora prima che sia troppo tardi è bene che il PD con umiltà e con una mano sulla coscienza(tenendo ben presente che dal 33,5%  del 2008, è passato al 12,5% dei voti odierni) si interroghi: cosa avrei potuto fare per evitare che tanti consensi tolti al centro destra passassero dalle mani di un “buffone” a quelle di un “comico”?