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"Back Home", un resoconto sul Salone del libro di Napoli

Scritto da Francesca Ciaramella Il . Inserito in Succede a Napoli

libro napoli

Sullo sfondo storico del vociante decumano inferiore di Napoli, a pochi passi da quel complesso monumentale nominato San Domenico che ingloba e sovrasta alcune tra le più importanti arterie viarie della città, il Salone del Libro ha sublimato il suo ritorno a casa dopo ben 9 anni di silenzio. Chi tra il 24 e il 27 maggio ha solcato questi siti storici della napoletanità avrà sicuramente rimarcato una frenesia nuova e insolita persino per il pullulante capoluogo campano.

Avevamo già annunciato dalle pagine di QDN che un evento molto atteso per forza simbolica avrebbe avuto luogo proprio lo scorso weekend. Ci aspettavamo un discreto successo per il “Back home”- che non a caso, è anche il tema scelto per questo primo appuntamento con la fiera dell’editoria nostrana- eppure, ciò che Napoli Città Libro ha prodotto è stato molto più che una comprovata dimostrazione di vittoria. Mi sentirei di affermare che l’evento ha generato uno scossone inatteso e incredibilmente potente con conseguenze capaci di rovesciare l’idea di provincialismo, che dell’editoria campana e della vendita libraria, la città si trascina da fin troppo tempo.

Certo, le ultime cifre statistiche sulla fruizione del libro e sulla quantità di lettori nella regione Campania non hanno giovato alla massificazione della cultura libraria, tutt’altro: negli ultimi anni si è registrato un impoverimento della vendita e il consequenziale spostamento dell’attenzione verso luoghi come Milano e Torino, le due città della grande produzione. Numeri, calcoli, indagini. Verità che hanno sempre scoraggiato il lavoro di devoti correttori bozze, editori, degli stessi uffici stampa che si vedevano costantemente oscurati da giganti geografici del marketing editoriale. Con questi presupposti l’impegno dell’associazione Liber@rte verso la cultura campana e l’intero mezzogiorno è stata ancor più determinante. Il comitato nato nel 2017 dalla sinergia istauratasi tra tre case editrici napoletane, Alessandro Polidoro Editori, Rogiosi Editori e Guida Editori, insieme a un nutrito gruppo di addetti ai lavori giovani e capaci, ha stilato il progetto più di un anno fa e grazie alla fiducia ricevuta dai vari sponsor, ha fatto il grande debutto in scena nella primavera del 2018, richiamando alla memoria quell’appuntamento bellissimo ma purtroppo dimenticato che era stato Galassia Gutenberg fino al 2010 ( questa passata stagione della fiera del libro ha visto il suo ultimo appuntamento alla Stazione Marittima di Napoli).

La carta stampata è stata la regina di quel sito storico e religioso che aveva ospitato molti secoli fa una mente come quella di Tommaso D’Aquino, ed è tornata dunque a illuminarlo e a pervaderlo di tutta la sua potenza. Tra i corridoi del complesso al primo piano più di 100 stand hanno accolto ospiti e messo in mostra letteratura, storia, arte, cinema, fumetto e storie dell’infanzia. Al piano terra nel grande androne molti ospiti hanno messo in piedi dibattiti, letture, commenti e musica, e non sono mancanti esponenti del cinema, della politica e della cultura tutta.

L’immersione e l’entusiasmo che alcune febbricitanti e instancabili figure hanno messo in questo grande progetto, ha ridato l’idea di quanto l’editoria a Napoli ha ancora da fare; sono stati, però, la risposta del pubblico e l’interesse della stampa a innalzare l’evento da potenziale rinascita a segno identitario della forza culturale che questa metropoli possedeva, possiede e continuerà a irradiare sulla sua comunità, e perché no, magari uscendo da stretti limiti geografici