Il racconto del Ministro-ancella al servizio della famiglia normale

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Vac 'e Press

fontana

Nemmeno il tempo di formare l'esecutivo e già è bagarre politica: il nuovo Governo è nell'occhio del mirino del dibattito politico sociale sotto più profili. Ad accendere gli animi sono state sopratutto le frasi rilasciate da Lorenzo Fontana, neo Ministro per la famiglia e le disabilità, vicepresidente della Camera e vicinissimo a Matteo Salvini.

Il Ministro ha dichiarato che "battersi per la normalità è un atto eroico. Questa rivolta delle élite non ci spaventa [...] Gli unici che devono avere parola su educazione, crescita e cura dei bambini sono proprio mamma e papà [...] Fieri di essere per la vita". In diverse interviste il leghista ha spiegato che è importante incentivare le nascite, disincentivando gli aborti e sostenendo la famiglia "naturale", le famiglie arcobaleno "per la legge non esistono". Si è definito in passato un "crociato" che combatte contro l'aborto, le unioni civili e l'omogenitarorialità. Queste piaghe della società rappresentano un "indebolimento della famiglia". Vicino poi all'alleanza occidentale atlantica ha dichiarato più volte che la Russia "è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società".

È convinto che la lotta ai matrimoni gay debba iniziare nelle scuole in quanto la teoria gender e l'omosessualità in generale, unite all'immigrazione di massa di cui siamo oggetto, mirano a "cancellare il popolo italiano insieme alle sue comunità e tradizioni". Questi sono i temi paradigmatici del nuovo Ministro della Repubblica. Un mix terribile di pochezza e povertà culturale unite a una preistorica concezione della società. Fortunatamente Fontana non auspica all'introduzione della pena di morte per vivicombustione degli omosessuali, così come accadeva sotto Teodosio nel periodo dell'Impero Romano tardo antico.

Il Crociato della Normalità è stato nominato Ministro della Famiglia, senza che le istituzioni battessero ciglio: è questo un dato allarmante e estremamente negativo per l'affermazione dei diritti. Indipendentemente dal tema dell'omosessualità, che potremmo perfino giustificare adducendo sentimenti omofobi striscianti, un tema che fa letteralmente accapponare la pelle è quello della messa in discussione del diritto ad abortire. Il Ministro mette addirittura in discussione la legge 194, secondo la quale una gravidanza può essere interrotta solo se comporta un pericolo per la salute fisica o psichica della donna. Nel primo trimestre (entro i primi 90 giorni, ossia 12 settimane e 6 giorni dall'ultima mestruazione) l’aborto è ammesso sulla base di una dichiarazione della donna che ritiene che la prosecuzione della gravidanza possa rappresentare un pericolo per la sua salute fisica o psichica. Dopo il primo trimestre è ammesso solo nei casi in cui un medico rilevi e certifichi che la gravidanza costituisce un grave pericolo per la vita della donna o per la sua salute fisica o psichica. Nel corso della legislatura arriveranno sicuramente dichiarazioni scioccanti in merito all'uso dei profilattici e della Pgd. Fontana è un catechista dell'ultima-ora che sarebbe stato un perfetto Thomas Cromwell dei giorni nostri o che come Bloody Mary avrebbe lottato contro il male dell'eresia.

Il nocciolo della questione non è il punto di vista individuale, condivisibile o meno: il problema è che è inconcepibile in uno stato di diritto, la messa in discussione dell'autodeterminazione. Ciò che Fontana dice, appartiene alla sfera sensibile dell'individuo ed in quanto tale fa parte di scelte discrezionali di ogni uomo e donna. Qui non si tratta di essere cattolici, omofobi, razzisti, assassini pro-aborto, promiscui o che dir si voglia: qui si mettono in discussione conquiste sociali, tra l'altro costituzionalmente garantite. Qui si mette in discussione il vivere in uno Stato Civile. Le scelte individuali, se legali, restano discrezionali...e un Ministro della Repubblica, prima che politico, dovrebbe nel rispetto del ruolo istituzionale che ricopre, essere il ministro di tutti gli Italiani: etero, gay, transessuali, abortisti (o non), cattolici, atei, neri, gialli, bianchi, ecc. Queste

dichiarazioni sono gravi e vanno condannate senza mezzi termini: palesano tendenze razziste che fanno tornare alla mente ricordi lontani nella storia che hanno abnegato l'umanità degli uomini.

Il Ministro ha parlato di natalità: “voglio lavorare per invertire la curva della crescita che nel nostro Paese sta diventando davvero un problema. Lo ha detto anche Cottarelli. È a rischio la tenuta sociale, perché si sta invertendo la piramide fra anziani e giovani. Bisogna restringere il diritto all'aborto è un tema che nel Contratto non c'è, credo anche che nella maggioranza non esista una sensibilità di questo tipo. Purtroppo, a mio modo di vedere. Voglio intervenire per potenziare i consultori così di cercare di dissuadere le donne ad abortire. Sono cattolico, non lo nascondo. Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà” ...ma pensare che gli Italiani non sentono sicurezza economica per affrontare una scelta importante, qual è quella di avere un figlio, no?! Sembra di trovarsi dinanzi a discorsi tendenti a una distopia simile alla famosa serie Il Racconto dell'Ancella.

Fortunatamente lo stesso leader della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato che“Fontana è libero di avere le sue idee, ma non sono priorità e non sono nel contratto di governo [...] le unioni civili e aborto non sono leggi in discussione”. Anche Di Battista ha scritto su facebook che "I diritti civili non si toccano, ma ora ci occupiamo di quelli economici e sociali smantellati".

Ma domandare all'oggi Ministro della Famiglia le sue idee politiche prima di nominarlo no?!

Indipendentemente dalle dichiarazione dei leader dei partiti di maggioranza di questo esecutivo è chiara, con la nomina di Lorenzo Fontana a Ministro della Famiglia, l'idea di società del nuovo Governo .

In conclusione è da citare l'art. 3.2 della Costituzione "E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale", GLI OSTACOLI DI ORDINE SOCIALE, " che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Battiamoci per i diritti di tutti in modo che tutti possano combattere per le nostre prerogative, perché è bello vivere in un Paese che dà la libertà di avere facoltà...è bello vivere in un Paese di gente libera di esprimere il proprio io e le proprie scelte.

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