Dalla Top10 delle città più pericolose del mondo a seconda classificata nella corsa al rialzo del turismo

Scritto da Francesca Ciaramella Il . Inserito in Succede a Napoli

CIARAMELLA

Luglio 2017, Napoli guadagna un gradino nella classifica delle città più pericolose del mondo insieme a Raqqa. Un gentil primato rilasciato dalla testata conservatrice The Sun, che fa fede all’immagine di legalità bruta e asservita al beneplacito delle entità mafiose, un’istantanea sfocata che ripugna i turisti stranieri.
Per una bizzarra coincidenza il 2017 è anche l’anno del boom del turismo campano; la chance per un napoletano di riscattare «Mamma Napoli» dalle ingiurie delle parole contrarie. Primavera del 2018, «Mamma Napoli» registra il boom assoluto del turismo, indici e numeri così alti da far rabbrividire la capitale.

L’occasione propizia per spiattellare un po’ di cifre record sulle nostre pagine ce l’ha fornita il weekend del 2 giugno, dipinto dalla stampa internazionale come il periodo più fortunato per il capoluogo campano, che ha superato Roma con l’88% di alloggi prenotati contro l’86% della città eterna. E se qualche compaesano volesse tornare a ricordarci che queste «gioie violente con violenta fine» non possono assolutamente permettersi di oscurare le problematiche latenti della grande metropoli del Mezzogiorno, potremmo obbiettare dicendo che conosciamo già luci e ombre. La verità è che ci siamo stufati di fomentare quell’attuale e largamente condiviso atteggiamento mentale che spinge spesso gli italiani a non sollevare lo sguardo oltre le spine dello stelo, dimenticando il buono a vantaggio della proliferazione del marcio. Ben coscienti delle storture oggi vogliamo decantare più che la bellezza, l’estimazione della bellezza artistica partenopea, di cui molti ospiti si sono fatti garanti nell’ultimo anno e mezzo.

L’aveva detto il primo cittadino, e per i più scettici possiamo confermare che sì, ce l’aveva ripetuto anche il Centro Studi Turistici di Firenze e Confercenti: un fiume in piena di turisti italiani e stranieri aveva scelto proprio Napoli come meta di brevi soggiorni pasquali e lunghe vacanze estive nel 2017. Dimenticate le «cronache della monnezza», messa da parte la diffidenza verso la complicata rete dei trasporti dell’area metropolitana, non restava che dare fiducia a quel brulicante vociare, al caotico microcosmo dei “vichi stretti”, a una certa contagiosa armonia del caos quotidiano. La corsa al rialzo del turismo si è imposta con prepotenza indiscussa qui a Napoli con una crescita del 91% nel 2107, rimanendo seconda solo a quello straordinario fenomeno culturale e artistico che è divenuta Matera negli ultimi anni con il suo 176 % di crescita. Per un sito storico come il Museo di Capodimonte, per esempio, solo confrontando i dati del 2016 e del 2017 si è scorto un raddoppio dell’affluenza di turisti con un salto da 180˙000 a 262˙000 ingressi.

Naturale, dunque, che le attese per il futuro del turismo partenopeo del 2018 fossero ben nutrite di positivismo e a tratti di rinato romanticismo. Ebbene, i risultati dell’anno successivo non solo non hanno smentito i pronostici, ma hanno trasformato quest’ultimi in una fede. Nel raffronto tra i dati raccolti nell’arco temporale gennaio-maggio 2017, e quelli corrispondenti allo stesso periodo dell’anno successivo, il Museo Archeologico di Napoli ha fatto sapere di aver registrato il rialzo del 26,36 % (da 238˙773 visitatori nel 2017 a 301˙724 nel 2018).

Maggio è stato il mese galeotto, ha riavvicinato gli stessi napoletani alla cultura e ha risvegliato l’attrattiva che questa città può esercitare sull’intero scenario artistico e culturale del bel paese; solo il recente Salone del Libro e dell’Editoria (dal 24 al 27 maggio) ha richiamato personalità della letteratura, del cinema, della musica e della televisione. In questo clima di potenziale «nuovo umanesimo mediterraneo», per usare le parole di De Magistris, non solo i forestieri ma gli stessi cittadini hanno messo da parte per qualche istante la cronaca nera degli ultimi anni, a vantaggio dell’osservazione della sola bellezza.

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