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Chi sono i "renziani" a Napoli?

Scritto da Pietro Riva Il . Inserito in Il Palazzo

Pronti, partenza, via! Neanche il tempo di definire “le regole del gioco”, ovvero la legge elettorale, che il Pd già è in campagna elettorale. Eh già, il PD sceglie di partire immediatamente con le primarie, con il buon Bersani che è costretto ad inseguire “l’enfant prodige” Matteo Renzi. All’interno del PD, come anche all’esterno, la partita si gioca sul tema del “rinnovamento” e sul modo di interpretarlo.
Si sa chi sostiene Bersani, praticamente tutto il gruppo dirigente. Allora due domande sorgono spontanee: “Chi sostiene Matteo Renzi? E coloro che sostengono Il Sindaco di Firenze, sono altrettanto giovani e altrettanto “nuovi” al suo pari?”
 
Per poter rispondere a quest’ultima domanda non dobbiamo assolutamente guardare ai quadri dirigenti nazionali, anche perché a ben vedere, sembra davvero un “tutti contro uno”. Bisogna buttare un occhio ai sostenitori sparsi in giro per l’Italia a livello territoriale, nomi meno alla ribalta dei palcoscenici nazionali. Considerato che a noi di Napoli, poco importa chi sostiene il Matteone a Poggibonsi, per dirne una, vediamo chi troviamo nel giro napoletano. Senza andare per sentito dire, prendiamo i roboanti elenchi pubblicati in questi giorni dai quotidiani e scopriamo una sequela di nomi, da analizzare uno ad uno. Primo nome, Alfredo Mazzei, sostanzialmente il riferimento dei sostenitori renziani a Napoli, classe 60’ attualmente Tesoriere del PD campano, Vice Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa ( fondazione voluta da Giorgio Napolitano ), Presidente della Confservizi all’epoca dei DS, insomma persona tutt’altro che ignara delle dinamiche di posizionamento all’interno del partito. Nome numero due, Francesco Nicodemo, classe 78’ blogger/spammatore di “elevatissima” caratura, responsabile comunicazione uscente del PD Napoli all’interno dell’ufficio politico dell’ex Commissario Andrea Orlando, ex consigliere comunale di Napoli (ultima giunta Iervolino ), cresciuto sotto l’ala protettiva dell’ex assessore al bilancio del Comune di Napoli Cardillo (scelta che rivendica ancora con orgoglio), giovane “navigato”, rottamatore della prima ora. Giovanna Martano, attualmente consigliere della Scabec, annoverata tra gli “scontenti” del PD ( non si sa per cosa). E’ stata consigliere provinciale per due consiliature (durante il periodo del bassolinismo imperante) ed assessore al turismo della Provincia di Napoli. Ultimo, ma non per importanza, Umberto De Gregorio,giornalista opinionista di grido, volto pulito sul quale il PD del Commissario Orlando aveva puntato come capolista nelle scorse elezioni comunali di Napoli, ovviamente come accade a tutti gli uomini immagine scelti dal PD, non è stato eletto.
A questo punto, senza dilungarci troppo nell’elenco, possiamo dire che è possibile individuare una geografia abbastanza netta che può cogliere solo chi il PD lo conosce per bene dall’interno.
Il che non significa che QdN non sia impegnato a che emergano le vere ragioni del confronto in atto nel Partito Democratico. Bisogna aprire porte e finestre a idee, proposte, presenze, che non abbiano altro scopo se non quello di rimettere in moto un partito che da troppo tempo è afflitto da una dolorosa malattia: l’ autoreferenzialità.
Quando 100 uomini e donne di Napoli, persone impegnate nella società partenopea, presero l’iniziativa pubblica di  chiamare il PD a rispondere alle nuove domande del meridione, dopo la dura sconfitta delle elezioni amministrative, si mossero per mettere a disposizione le loro idee e la loro presenza per un profondo processo di cambiamento del loro partito di riferimento.
Qualcosa di importante è già successo con l’elezione di Gino Cimmino a segretario della federazione Napoletana del PD. Ma molto dovrà ancora accadere con il completamento del lavoro di composizione del nuovo gruppo dirigente della federazione napoletana e della sua articolazione sui territori dell’intera provincia.
Perciò bisogna evitare di scegliere un candidato alle primarie solo “posizionamento”. Queste logiche sono state già tristemente sperimentate negli anni del bassolinismo e nella contesa delle ultime primarie napoletane.