Rappresentanza e Dignità

Scritto da Nestore Cerani Il . Inserito in A gamba tesa

stat

Norberto Bobbio nel suo "De Senectute" afferma che"La capacità di dialogare e di scambiarsi argomenti anziché accuse reciproche accompagnate da insolenze sta alla badse di qualsiasi pacifica convivenza democratica". Mi atterrò a questi principi nell'affrontare questo dialogo.

La nostra, come in tutto l'Occidente, è una democrazia rappresentativa ovvero una democrazia che, data la complessità della società moderna, prevede un "Corpus" di rappresentanti, scelti da noi perché di essi ci fidiamo. Perché mai queste persone appena varcano la soglia di Montecitorio o Palazzo Madama diventerebbero parassiti? L’indennità parlamentare non solo è una misura democratica ma è garantita dall’art. 69 Cost.: “I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge”.

I deputati che sostengono la teoria del parassitismo dimenticano che anche essi sono membri del Parlamento. Questo come premessa ad un ragionamento che desidero fare su un argomento che, in sé, sarebbe parva materia ma che occupa però il centro dell’attenzione pubblica rivelando così la sua vera natura di arma di distrazione di massa: l’abolizione dei vitalizi.

Osservo che la parola “vitalizio” per designare un trattamento pensionistico è una invenzione giornalistica. TUTTE le pensioni sono ASSEGNI VITALIZI. Questa è la loro intrinseca natura.

Primo: non si può abolire una cosa abolita. I “vitalizi” sono spariti in Italia dal Gennaio 2012 per decisione del Parlamento. Da quella data i trattamenti previdenziali dei parlamentari sono calcolati, come per tutti i cittadini, su basi contributive e goduto con le stesse modalità della generalità dei cittadini. Perciò il problema non esiste.

Secondo: resta il problema di 1938 posizioni residue del vecchio ordinamento calcolate su base retributiva (tuttavia sempre coperte da contributi) che si intende ricalcolare, con una legge, col sistema contributivo. Misura inutile perché sarà distrutta dal primo ricorso alla Magistratura dato che in Italia le leggi ad effetto retroattivo non hanno valore. I beneficiari di quei trattamenti non hanno rubato nulla, hanno semplicemente avuto una pensione in base alle norme allora vigenti. La legge creerebbe inoltre un grave precedente per tutte le pensioni erogate fino al 1992 e per la quota parte contributiva anche per le pensioni maturate dopo il 1992 per chi, a quella data, aveva maturato 18 anni di servizio.

Terzo: Sul piano contabile creerebbe un risparmio irrisorio -40 milioni- ( Abbiamo un debito di 2340 MILIARDI). L’Ufficio studi del Senato ha calcolato che la misura comporterebbe la restituzione delle imposte pagate in più dagli interessati dato che quei contributi da assicurativi diventerebbero previdenziali e quindi soggetti ad un imposizione minore. Insomma per risparmiare 40 milioni se ne devono spendere 154.

Tutte le pensioni erogate fino al 1992 sono state calcolate con quel sistema. Mettiamo in discussione una decina di milioni di pensioni “ingiuste”? Vi rendete conto del disastro sociale che ne deriva?.

Questi dati dimostrano che non è il preteso risparmio l’obiettivo ma la messa in discussione del regime rappresentativo ed il bersaglio grosso delle pensioni “contributive”. I pensionati anziani farebbero bene a preoccuparsi invece di “gioire” perché “ giustizia è fatta”

I più dicono: ‘Non è questione di risparmio ma di giustizia’. Quale giustizia?

La vera ingiustizia, contro cui tutti dovremmo lottare è la ripartizione della ricchezza nazionale. Il 90% delle famiglie italiane possiede il 45 % della ricchezza

nazionale, il 10 % ne possiede il 55% con un picco di concentrazione del primo 5% che ne possiede il 30%. (A costoro fra l’altro con la flat tax regaleremmo una sessantina di miliardi all’anno) l’ultimo 10% si divide appena lo 0,65% della ricchezza ( vedi grafico allegato)

La vera giustizia da realizzare è questa: invertire la tendenza del passaggio della ricchezza dal monte salari al monte redditi con una politica salariale più audace ed una politica fiscale più redistributiva. I governi precedenti ci hanno provato con risultati parziali date le prevedibili resistenze. Spero che questo governo possa fare di più. Non credo perché Salvini non vuole, i 5stelle sapranno proporre e realizzare un’alternativa? Lo spero.

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