La Cassazione: Tour operator deve risarcire anche inadempimenti di terzi

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Vac 'e Press

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La Cassazione ha stabilito che il tour operator che vende un pacchetto turistico ad un cliente deve risarcire anche i danni derivanti dall’inadempimento dei soggetti terzi di si avvale per l’organizzazione del viaggio.

Questo è quanto stabilito dalla Suprema Corte con la sentenza n. 17724/2018, la quale ha accolto con rinvio il ricorso di una coppia che chiedeva di essere risarcita per il mancato recapito del bagaglio ed il conseguente rientro anticipato. La vicenda giudiziaria era migrata dal Giudice di Pace (1° grado) al Tribunale di Bologna (2° grado), il quale ultimo aveva ribaltato il verdetto del giudice di prime cure ordinando la restituzione delle somme corrisposte.

La Cassazione tuttavia ha rovesciato nuovamente il responso, richiamando la nozione di “viaggio vacanza tutto compreso” e affermando che è proprio la “finalità turistica” o “di piacere” che rende essenziali tutte le attività ed i servizi “strumentali alla realizzazione del preminente scopo vacanziero”. Infatti, l’esonero della responsabilità previsto dall’art. 17 D.lgs. 111/1995 non è applicabile ai danni provenienti da soggetti comunque “coinvolti nell’organizzazione”.

Pertanto, il Tribunale dovrà procedere ad un nuovo esame della controversia sulla base dei seguenti principi di diritto: “l’organizzatore o venditore di un pacchetto turistico (...) è tenuto a risarcire qualsiasi danno subito dal consumatore, anche quando la responsabilità sia ascrivibile esclusivamente ad altri prestatori di servizi, salvo il diritto di rivalersi nei confronti di questi ultimi. Il danno non patrimoniale da vacanza rovinata (…) costituisce uno dei casi previsti dalla legge nei quali, ai sensi dell’art. 2059 c.c., il pregiudizio non patrimoniale è risarcibile. Spetterà poi al giudice di merito valutare la domanda di risarcimento di tale pregiudizio patrimoniale alla stregua dei generali precetti di correttezza e buona fede ed alla valutazione dell’importanza del danno, fondata sul bilanciamento del principio di tolleranza delle lesioni minime e della condizione concreta delle parti”.

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