Chi è causa del suo mal...

Scritto da Nestore Cerani Il . Inserito in Vac 'e Press

Brexit leave EU

I giornali inglesi (non i tabloid, ovviamente) riportano i risultati di una ricerca di IPPR (Institute for Public Policy Research), di un rapporto di Duncam Brewer e di uno dei consigli comunali coinvolti da cui risulta che la Brexit avrà un pesante impatto sulle famiglie (household) dei ceti più poveri delle regioni disagiate  (che hanno votato a favore) North –Ireland, Wales, the Midlands e North – East.  Tutte zone rurali a basso reddito.

In queste zone disagiate, con scarse connessioni alla rete, poca disponibilità di alloggi, scarsi livelli di preparazione professionale (poor skill) e con difficoltà nell’accesso al servizio sanitario, Brexit sta preparando “a perfect storm”, una tempesta perfetta. Sono in arrivo forti aumenti dei generi alimentari e sono cessati i sussidi UE. La spesa per le famiglie salirà fra le 295 e le 1961 sterline annue oltre a difficoltà di approvvigionamento di cibi come la carne. Un triste destino per chi pensava alla Brexit come strumento per affermare “Britons first”.
La Brexit, proprio, perché metteva in crisi l’UE è stata sostenuta surrettiziamente da Putin. Uno dei grandi finanziatori della campagna per il SI è stato il grande banchiere Arrn che ha agito di concerto con l’ambasciatore russo a Londra, secondo la notizia riportata dal Times del 30/6 u.s. che afferma di averne le prove.
L’interferenza russa nella vita politica europea diventa sempre più minacciosa. Essa punta a rendere difficile la vita alla Merkel, a mettere in discussione la posizione della Germania e a minare la coesione UE. Il complice italiano di questa manovra è la Lega che, non a caso, ha ricevuto finanziamenti segreti.  Le prime scelte della Lega al governo sono state pro Putin; hanno messo alla Difesa una signora putiniana di formazione che ha vissuto a lungo Mosca, dove ha tenuto per anni corsi e seminari sulla politica di difesa e sugli armamenti all’Università Lomonossov di Mosca.
Al consiglio d’Europa, l’Italia è stata la sola a chiedere la fine delle sanzioni contro la Russia per la guerra nel Donbass e l’occupazione illegittima della Crimea. E tale è rimasta.
Queste azioni mettono in discussione la nostra tradizionale politica estera che ci ha visti sempre schierati dalla parte dell’Occidente e della Nato. Uno spiazzamento che può avere gravi ripercussioni sul futuro del Paese. Ovviamente di queste cose si parla poco perché gli italiani hanno il giocattolo dei “vitalizi” e dei “neri” col quale vengono distratti dai problemi veri e seri dell’avvenire del Paese.

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