La buona politica del Prof. Boeri

Scritto da Massimo Calise Il . Inserito in Vac 'e Press

BOERI

La Brexit, l’elezione di Donald Trump, l’ascesa del nazionalismo e la conquista del potere da parte dell’estrema destra in più paesi dell’Unione Europea, hanno segnato un cambiamento epocale. La concertazione, la cooperazione hanno ceduto il passo agli egoismi dei singoli stati nazionali. Questo processo di frammentazione sembra affermarsi anche all’interno delle singole comunità nazionali. Ciò sta avvenendo anche in Italia e, purtroppo, ci sono forze politiche che in questa ondata di irrazionalità trovano il loro consenso elettorale.

Siamo un Paese completamente ripiegato sul presente, dominato dalla paura e dall’incertezza che, è bene dirlo, hanno anche le loro motivazioni; in questo scenario le voci che si appellano all’umanità e alla ragione sono un bene prezioso. Ma da dove provengono tali voci? Purtroppo non dai politici che, per il ruolo ricoperto, hanno maggiore visibilità; i disagi, le paure e le frustrazioni spiegano il loro successo politico e sono, pertanto, più inclini ad alimentarle che ad attenuarle con atti concreti e con parole giacché anche queste contano. Allora è più facile che ci aiutino ad orientarci i contributi di intellettuali ed artisti.
Un esempio è il film trasmesso sul canale televisivo Iris il 4 c.m. “Cose dell'altro mondo” (regia di Francesco Patierno, con Valerio Mastandrea, Diego Abatantuono, Valentina Lodovini). Narra di un’operosa cittadina del nord Italia dove molti immigrati extracomunitari si sono messi in regola e hanno trovato lavoro; un industriale (Diego Abatantuono), nonostante la sua azienda operi proprio grazie al loro lavoro, manifesta continuamente i suoi pregiudizi e il suo razzismo. Ma un giorno, come d'incanto, gli immigrati spariscono; la loro assenza costringe tutti a ripensare alle loro posizioni e a cosa significhi, veramente, integrazione. Il film del 2011 richiama e prevede i problemi che l’immigrazione attualmente suscita e, come essi siano stati, al tempo stesso, prevedibili e colpevolmente sottovalutati.
Il riferimento all’attualità e alla polemica del Segretario della Lega/Ministro dell’Interno con il Presidente dell’INPS Tito Boeri sorge spontaneo.
I termini del confronto possono essere così riassunti: Boeri sostiene, e non è una novità, che gli immigrati regolari sono necessari per svolgere quei lavori che gli italiani non vogliono fare e, soprattutto, per sostenere, come in parte già fanno, il sistema pensionistico. Vi è, aggiunge, un evidente calo demografico, un saldo naturale negativo, che dovrebbe suggerire politiche attive di inclusione controllata.
La risposta di Salvini: “Servono più migranti? [ …] Il presidente dell'Inps continua a fare politica [ …] Dove vive, su Marte?".
Il Ministro ha , evidentemente, una concezione poco nobile della politica; la confonde con la partigianeria. Quest’ultima è un atteggiamento che non appartiene al Prof. Boeri che, all’occorrenza, ha esposto, argomentandole, le sue critiche a chiunque fosse al governo.
Ma non è la polemica di Salvini / Boeri che interessa; ciò che preoccupa e che per ascoltare parole sagge, argomenti razionali, dati attendibili non possiamo contare sui politici che ci governano. E allora ben venga la “buona politica” di Boeri e di altri che come lui non parlano alla pancia del Paese, ma alle menti e al cuore di chi vuole ascoltare parole oneste. Penso anche a personaggi diversi come Saviano e Don Ciotti con i quali si può, a volte, essere in disaccordo ma che non cessano di essere un riferimento per chi vuole guardare al futuro senza farsi condizionare dalle paure, senza svendere la propria umanità e la propria cultura.

Banner AIRC

Iscriviti alla nostra NewsLetter e risparmia subito 5€ sul prossimo acquisto