Campania Segreta: Longola

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Linea di Confine

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Dopo essermi interessato di preistoria in Campania, casco inevitabilmente sul Parco Proto-Storico di Longola, unico nel suo genere, con testimonianze dell’”età del bronzo” (XVI-XIII secolo a C.).

Il sito venne scoperto, come spesso succede, per caso. Nel novembre del 2000, furono ritrovati, in una discarica tra Sarno e San Valentino Torio, cumuli di terreno di scarto pieni di cocci di ceramica ed altri resti, sia lignei che animali, reperti che furono datati come preistorici. Si scoprì che provenivano dall’area di Longola, nel comune di Poggiomrino, dove si stava scavando una vasca per un depuratore del fiume Sarno.Immediatamente i lavori furono sospesi ed intervennero gli archeologi, che ritrovarono un intero villaggio lacustre. Si ipotizza che si tratti di un porto fluviale sul fiume Sarno.

 

Oltre a resti di abitazioni, capanne riprodotte fedelmente nell’attuale Parco, furono ritrovate tre imbarcazioni, delle piroghe ricavate da un unico tronco d’albero, e numerosi manufatti che indicano che si trattava di una zona dedita all’artigianato ed alla produzione di utensili di uso quotidiano, e specializzati in manufatti di ambra e di bronzo.Le capanne sorgevano su di una serie di isolotti,che è valsa a Longola il soprannome di “Venezia della preistoria”.

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Gli abitatori di quest’area appartenevano al popolo dei Pelasgi, di origine Greca, a cui viene fatta risalire l’occupazione proto-storica della penisola italica. A loro risalgono le mura poligonali, simili a quelle di Atene,ritrovate in Etruria, ed in genere un po’ in tutta l’Italia del centro-sud. Le loro tracce vanno dal delta del Po,fino alla Sabina. Popolo abituato alle migrazioni, si spinsero sino a sud del Vesuvio, dopo compirono delle opere di bonifica del fiume Sarno, eccezionali per quell’epoca. In onore del fiume stesso, furono chiamati Sarrastri. I “figli del Sarno”.Il ritrovamento di un bacino idrico con tanto di ormeggi, e le tre imbarcazioni, confermano l’importanza di Longola come centro del commercio di tutta la zona, nell’età del Bronzo e del Ferro.In seguito ad una grande alluvione, nel VI secolo a C., abbandonarono la zona palustre, e fondarono Pompei e Nocera.

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Il Parco è stato inaugurato il 18 febbraio di quest’anno. Nella parte centrale sono state ricostruite due capanne su di un isolotto, poi ci sono aree coperte dove sono esposti numerosi reperti ritrovati nella zona, con le relative spiegazioni. Vi sono anche aree ricreative organizzate per bambini.Effetto collaterale benefico, non da poco, è che con la riqualificazione del sito, assistiamo ad una ripopolazione di uccelli ed altre specie animali e vegetali. Sono visibili aironi e cicogne, e per gli appassionati del “bird-wacthing”, ci sono apposite postazioni. A mio parere, unico neo, sono gli orari d’apertura estremamente ridotti. Il Parco è aperto solo il sabato e la domenica, dalle 10 alle 13, e dalle 16 alle 18.

Senza scervellarsi, ciò è sicuramente dovuto alla mancanza di fondi. Visitiamolo e propagandiamolo, così da permettere che una simile ed unica meraviglia abbia la visibilità che merita.

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