Lettera aperta a Papa Francesco: come affrontare le sfide della nostra generazione

Scritto da Vittoria Ziviello Il . Inserito in Il Palazzo

ZIVIELLO

Caro Papa Francesco,

ti scrivo questa lettera perché negli ultimi mesi sono successe molte cose nel nostro Paese, così come nel resto del mondo. Non mi aspetto di ricevere una risposta, ma sento di voler condividere con Te alcune osservazioni.

Nel 2015, aprendo il convegno della diocesi di Roma, hai parlato alle famiglie riunite in Piazza San Pietro dicendo:<< le differenze sono ricchezze>>. Queste tue parole mi sembrano adesso più che mai cariche di un significato che per molti pare imperscrutabile.

Valorizzare ed interiorizzare le differenze in questo momento storico è diventata una prova ardua perché l’umanità tutta è ostacolata da una spessa coltre di indifferenza che ci separa gli uni dagli altri. Questa indifferenza, però, molto spesso è accompagnata da una buona dose di diffidenza, che ci tiene lontani anche da coloro che ci sono più vicini.

Santità, anche nel Tuo più recente viaggio a Dublino hai parlato alle famiglie irlandesi e citando San Paolo hai detto:<< mentre tutto passa, la carità non ha mai fine>>. Cos’è la Carità Papa Francesco? È soltanto una virtù cristiana o è anche un modo di vivere e vedere il mondo? La nostra <<carità>> deriva dalla parola latina “càritas” che vuol dire “amore “, ma allo stesso tempo vuol dire anche “carestia”, “mancanza”.

Ecco Santo Padre, forse la mia generazione ha mal interpretato questi significati. Una recrudescenza della paura del “diverso”, dello “straniero”, di tutto ciò che viene considerato “anormale” e “contro natura” si sta registrando in maniera sempre crescente nei più disparati contesti.

A supporto di quanto ho appena scritto, basti pensare ai recenti- e purtroppo sempre più frequenti- episodi di violenza gratuita perpetrati ai danni delle categorie sociali più deboli; donne, bambini, rifugiati, profughi, apolidi, omosessuali.

Insomma, Santo Padre, dov’è che abbiamo sbagliato? Dov’è che stiamo sbagliando? Forse stiamo tutti trascurando qualcosa di importante.

Ebbene, io credo che la più grande sfida che la mia generazione deve prepararsi ad affrontare è proprio questa: non dimenticarci di nessuno.

In fede,

Vittoria

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