Napoli: La facoltà di ingegneria aerospaziale è tra le prime al mondo. Un risultato prestigioso per la Federico II

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il . Inserito in Napoli IN & OUT

federico secondo napoli

Napoli e le statistiche hanno da sempre un rapporto difficile, molto complesso. Il capoluogo campano, si sa, finisce spesso agli ultimi posti di quasi tutte le classifiche, qualunque sia l’argomento.
L’ultima classifica che ci riguarda è stata stilata dall’ università di Shanghai , questa volta però i risultati sono molto buoni, anzi lusinghieri per Napoli soprattutto perché riguardano il settore più importante : la formazione universitaria. L’Academic Ranking of World Universities o ARWU (Classifica accademica delle università mondiali), una delle tre classifiche più note al mondo insieme a la QS World University Rankings e la Times Higher Education World University Rankings , redatta dall’Università Jiao Tong di Shanghai per valutare i principali istituti di educazione terziaria nel mondo, ha collocato l’ateneo napoletano per quanto riguarda la facoltà di Ingegneria Aerospaziale al di sopra dei Politecnici di Milano e Torino.

Un vero successo per la Federico II di Napoli. Così come è possibile dedurre dalle parole del Prof. Agostino De Marco : “Sulla base dell’osservatorio internazionale indipendente ARWU nel 2018, l’Università di Napoli Federico II ha ottenuto, nel settore Aerospace Engineering, un punteggio superiore ai Politecnici di Torino e di Milano.” Inoltre, spiega il Professore :” Se si va alla pagina indicata, sulla destra c’è un menu a tendina che riporta le diverse componenti che hanno determinato il punteggio di ARWU. Se si seleziona la voce CNCI “Category Normalized Citation Impact”, #UniNa risulta avere uno score pari a 100, che è il più alto al mondo. Questo vuol dire che siamo stati il gruppo universitario più citato al mondo in tutto il 2018, nel settore Ingegneria Aerospaziale. Vista la differenza di budget con altri “colossi” tipo MIT, il risultato è davvero molto buono”.

La valutazione effettuata dall’università di Shangai , in particolare, è basata essenzialmente sui prodotti della ricerca (pubblicazioni, premi, citazioni in riviste scientifiche, riconoscimenti), inoltre, la classifica è esplicita per i primissimi posti, poi è raccontata a gruppi, all’interno dei quali non è possibile stabilire chi è avanti. Come ha spiegato il Prof. Guido Trombetti, ex rettore della Federico II: “Qualsiasi unità di misura si adoperi, il gruppo delle grandi star è sempre lo stesso. Harvard, Stanford, Cambridge, Mit… Più o meno una decina di università. Poi vengono le eccellenti. Qualche centinaia. Le buone, alcune centinaia. Poi l’ oceano delle mediocri. Quello che è accaduto è che varie aree della Federico II sono state collocate tra le eccellenti. Essendo nel complesso la nostra università passata da una posizione tra 300 e 400 ad una posizione tra 200 e 300. Ed a livello nazionale salita dal decimo all’ottavo posto. Quindi con un trend in netto miglioramento. Certamente non nego che ci siano ancora problemi e zone d’ombra in qualche settore. E che si debba ancora lavorare per continuare a crescere. Ma come negare che il risultato raggiunto è ancor più pregevole se si fa una valutazione di contesto. Tenendo conto che il nostro territorio non regge, dal punto di vista economico e dello sviluppo, il confronto con la Lombardia, il Veneto, il Piemonte”. Questa classifica “cade” anche in un momento particolare, quello in cui molti studenti si accingono a scegliere il percorso universitario. Sotto questo aspetto il Prof. Trombetti è molto positivo: “Una classifica la si può guardare da molte angolazioni. E rivolgendosi a varie tipologie di lettori. Questa volta io mi rivolgo alle migliaia di ragazzi che ultimati gli studi superiori si accingono a scegliere in quale università proseguire i loro studi. E si informano. Leggono. Scrutano. Esitano. Insieme alle loro famiglie. Certamente è complicato orientarsi. Nel mare magnum delle informazioni che girano, talvolta senza controllo, in rete. E di certe classifiche che non guardano al valore scientifico. A tutti loro dico di essere sicuri che scegliendo di studiare qui da noi faranno un’ottima scelta”

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