L’Angolo del Libro – QdN, Presenta: “Aglio, Olio & Assassino” di Pino Imperatore

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Letteratura

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Dopo il grandissimo successo di “Allah, San Gennaro & i Tre Kamikaze”, l’autore napoletano d.o.c. Pino Imperatore immerge il lettore in una magica “corsa a perdifiato contro il tempo” e verso un finale quanto mai scoppiettante. “Aglio, Olio & Assassino” – edito da DeA Planeta - è un thriller elegantemente “condito” da una buona dose di sangue, mistero e scaramanzia, buona cucina ed humor nero, in cui sapientemente si mescola la cultura pop napoletana, la classica indagine poliziesca e la black comedy (Topòs che, soprattutto negli ultimi anni, spopola sia nel cinema che nella letteratura mondiale).

Siamo a Mergellina, uno dei quartieri più storici, intriganti ed affascinanti di Napoli. Qui i veracissimi e simpaticissimi fratelli Francesco e Peppe Vitiello, tra piatti prelibati ed aneddoti ancor più saporiti, gestiscono la premiata trattoria “Parthenope”. L’ispettore Gianni Scapece, nativo delquartiere ma soprattutto amante della buona cucina, della veracità napoletana e delle belle donne, lavora nel commissariato appena aperto di fronte al locale e dove si racconta che viva il fantasma di una vedova allegra.

Nelle settimane che precedono il Natale, Napoli viene scossa dall’omicidio di un ragazzo ma soprattutto dal suo alquanto curioso ritrovamento: il corpo è stato letteralmente “condito” dall’assassino con aglio, olio e peperoncino. Quale messaggio nasconde tale macabro rituale? Per trovare risposta a questo intrigante enigma, l’ispettore Scapece ed il suo tenacissimo commissario capo Carlo Improta, si addentreranno nel ventre antico della città, in un allucinante e stravagante viaggio tra simboli, leggende e millenarie credenze tipiche della cultura partenopea.

Degna di nota è sicuramente la cura con cui è stato tratteggiato il personaggio protagonista, senza dubbio il personaggio con cui il lettore più empatizza in tutto lo scorrere dell’opera: l’Ispettore Gianni Scapece. Un classico poliziotto macho, maschio latino e sciupafemmine per eccellenza, tanto determinato, verace e passionale quanto equilibrato e pacato, vorace lettore di noir, thriller e gialli polizieschi “deduttivi” - da Conan Doyle a Edgar Allan Poe, da Simenon ad Agatha Christie - da cui ha tratto la sua instancabile voglia di diventare un grande investigatore proprio come Sherlock Holmes, il Commissario Maigret o Hercule Poirot.

Ma ciò che caratterizza di più questo interessantissimo romanzo è la spettacolare capacità di Pino Imperatore di stemperare la truculenza dark tipica del genere thriller con la napoletanità casareccia e dolcemente caciarona del quartiere, in particolare della trattoria: un luogo dove finalmente sia i personaggi che il lettore possono tornare a respirare armonia, amore ed allegria come fossero una ventata avvolgente di aria fresca la cui forza spazza via il tanfo di morte superstizione che aleggia per le strade della città.

In questo racconto, l’ars letteraria di Pino Imperatore - caratterizzata da un lingua e da una scrittura tanto curate e ricercate quanto dirette ed essenziali – raggiunge nettamente il suo apice, grazie ad una trama ad orologeria dall’architettura e dall’ordito finissimi, composta da un magico ed esilarante melting pot di storia partenopea, cucina popolare, religione e scetticismo, bassezze e colpi di genio, sangue vivo e leggende strabilianti, piccanti passioni, fiumi di lacrime e risate provocatorie.

Buona lettura.

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