C’era una volta la sinistra…

Scritto da Francesco Miragliuolo Il . Inserito in A gamba tesa

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“E mi ricordo chi voleva al potere la fantasia, erano giorni di grandi sogni sai, erano vere anche le utopie…” era il 1993, il muro di Berlino era crollato, c’era stata la svota della Bolognina e Gorbačëv aveva posto fine all’URSS.
Era la fine del comunismo e Vasco Rossi cantava questa nostalgica canzone per narrare la fine di un sogno collet-tivo. Un caso, direbbe Felice C., lo storico personaggio di Vincenzo Salemme nell’omonima commedia, che sono falliti gli ideali di uguaglianza e non quelli capita-listici. Ma tanto lo si sa, il mondo va così.

Erano i giorni di tangentopoli, della fine della seconda repubblica. La Dc stava per terminare (ma non il suo modus operandi consociativo e nepotistico ndr), così come il Partito Socialista di Bettino Craxi, in procinto di auto esiliarsi ad Hammamet.

Era la fine di una cultura, di una visione del mondo. Con il PCI non terminava solo il comunismo, ma con esso terminavo i sogni di milioni di persone che in quelli ideali di uguaglianza avevano fondato la propria esistenza. Tutti speravano nella social-democrazia, un modo un po’ più radical-chic per dirsi socialisti, ma un po’ meno co-munisti.

Dall’Ulivo in poi, la sinistra è iniziata pian piano a sparire, lasciando posto al centri-smo liberale tipico della migliore DC, abbracciando negli ultimi anni quei valori delle Terza via tipica del blairismo, raggiungendo col Jobs Act gli apici del liberismo più vicini ai valori berlusconiani che a quelli di una sinistra democratica.

Allora aveva ragione Gaber quando diceva che “le elezioni se le vince la sinistra, si sposta un po’ a destra […] che il pensiero liberale è di destra, ma oggi va bene anche alla sinistra”.

Eh già, oggi la sinistra sta pian piano scomparendo dalla faccia del paese, lasciando spazio ai populisti, ai sovranisti e pure ai pagnottisti!Oggi giorno siamo soliti udire che le vecchie concezioni di destra e sinistra non esistono più, che l’unica alternativa è il trasversalismo grillino. Ma cos’è il trasversalismo, se non un grande calderone dove mischiare destra e sinistra? Come può terminare un’ideologia se non si esauri-scono le cause che l’hanno portata a nascere?! E ancora una volta Gaber ci viene in aiuto dicendoci che in realtà la verità è un’altra, le idee e le ideologia utopiche di quella sinistra vera non sono terminate, bensì sono gli attori che sono venuti meno.

Oggi si ha paura di dirsi comunista o di sinistra, tutto perché si ha paura di dire che bisogna rappresentare le classi subalterne, perché oggi la sinistra deve rappresentare tutti, imprenditori e lavoratori.

Di per sé il concetto è anche giusto, perché per tutelare il lavoro bisogna tutelare chi permette al lavoro di esserci, ma deve sempre essere una rappresentanza paritaria, al-trimenti il principio sinistroide viene meno.

Allora oggi succede che la sinistra non fornisce più risposte concrete, che gli estremi-sti populisti governano con i sovranisti, trovando capi espiatori a destra e a manca (sinistra) e che i liberali fanno la sponda dove gli conviene!

In Italia si registra un sinistra non pervenuta dal 2013. Assente come la propria linea politica d’opposizione. Caratterizzata da un finto buonismo e un po' di giustizialismo, tanto per avere qualche consenso…

Un mondo senza sinistra è un mondo ingiusto!

Allora è giusto che Martina affigga fuori al Nazareno un cartello con su scritto: “A.A.A. Sinistra cercasi. Partito semi-nuovo. Usato sicuro, cerca un po’ di sinistra per ricostruire un fronte d’opposizione! Venire già mangiati.”

Unica alternativa all’assenza ingiustificata della sinistra.

Per ora sapete che vi dico? Che voglio la pensione perché è fallita la sinistra.

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