Da Riace una lezioni per tutti noi

Scritto da Massimo Calise Il . Inserito in Linea di Confine

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Le recenti vicende del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, stanno provocando una serie di reazioni che hanno contrapposto coloro che lo considerano o innocente o colpevole; “senza se e senza ma”.


Invece, lo confesso , sono stato incerto. Certo apprezzo il “modello Riace”, ammiro l’umanità e l’impegno di Lucano ma come conciliare tutto ciò, mi sono chiesto, con il principio inderogabile della legalità. Dilemma non nuovo che, per quanto mi riguarda, ho potuto risolvere con l’aiuto involontario di Salvini, il Segretario della Lega/Ministro degli Interni. Infatti, quest’ultimo se l’è presa con i difensori di Lucano apostrofandoli: "Quando scoppiò il caso Diciotti l'Anm difese il pm tuonando 'basta interferenze', mentre Mattarella ricordò che 'nessuno è al di sopra della legge'. Ora diranno le stesse cose?".


Parole che hanno attirato, da parte di tanti, una spontanea e superficiale approvazione solleticando il senso comune che, si sa, è cosa diversa dal buonsenso. Ma, viceversa, altri hanno ritenuto necessario approfondire; certo “'nessuno è al di sopra della legge” ma non tutti lo possono affermare con la stessa autorevolezza del Presidente della Repubblica. Autorevolezza che manca ai tweet provocatori di Salvini . Quest’ultimo, infatti, ha dimostrato in più occasioni un’arrogante noncuranza per la Magistratura: quando ha parlato di “processo politico senza precedenti” commentando la sentenza di condanna del suo partito per truffa allo stato (49 milioni), aprendo e commentando in diretta Facebook la busta inviata dalla Procura di Palermo con la contestazione del reato di sequestro di persona aggravato per il blocco della nave Diciotti, ecc. ecc. .


Ma non è sulla goliardia del Ministro, che infiamma i tifosi e danneggia l’Italia, che desidero soffermarmi; è utile ricordare a noi stessi che la realtà è complessa e meriterebbe maggiore riflessione. Banalmente: se apprendessimo che un padre disperato è sorpreso a rubare cibo per la famiglia al supermercato certamente, anche ai nostri occhi, avrebbe commesso un’illegalità ma sicuramente non ci limiteremmo al ruolo di severi “giudici”. Esamineremmo l’episodio da punti di vista diversi: legale, umanitario, civico, economico, … . Valutazioni diverse che non si elidono ma devono, in qualche modo, essere comprese e conciliate.
Possiamo e, a mio avviso, dobbiamo ribadire che la legalità deve essere affermata senza esitazioni; la Magistratura compia fino in fondo il proprio dovere.
Ma la vicenda di Riace, come tante altre, interpella anche la nostra umanità, la nostra morale e il nostro senso civico. Il rigoroso rispetto delle leggi non deve impedire di osservare la realtà nelle sue molteplici sfaccettature.


Come essere umano penso che Mimmo Lucano esprima una lodevole e non comune umanità.
Come cittadino penso che il “modello Riace” sia una esperienza apprezzabile e riproducibile. Constato che il Sindaco Lucano non ha conseguito alcun vantaggio personale, non è un servitore infedele dello Stato, è un esempio positivo che fa onore all’Italia. Certo qualcuno potrà valutare diversamente l’uomo e l’esperienza ma non credo che, con animo sereno, possa negare che siano degni di rispetto e attenzione.
Sono sicuro che Lucano saprà affrontare le indagini e le decisioni della Magistratura con la consapevolezza che il rispetto delle regole, che non consistono nella sola Costituzione, è un principio inderogabile.


A noi rimane l’amarezza di constatare che il Segretario della Lega/Ministro degli Interni esprime giustamente e immediatamente vicinanza ai poliziotti che, feriti, sparano uccidendo un giovane ma, con la stessa immediatezza, sbeffeggia un Sindaco di un piccolo centro che, come tanti suoi colleghi, deve destreggiarsi fra problemi reali e burocratici armato solo della sua buona volontà. Un sindaco che accoglie non è previsto nella narrazione salviniana al contrario del poliziotto che spara. Purtroppo Salvini non vuole comprendere la delicatezza del ruolo istituzionale che ricopre, esso richiederebbe una netta e chiara distinzione dal ruolo di Segretario di partito.


La vicenda del Sindaco Lucano e di Riace è un fatto locale ma parla di tutti noi, a tutte le persone animate dalla sincera volontà di comprendere la complessità dei nostri tempi che non può essere affrontata con slogan semplicistici. 

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