Nuova ricerca di Srm: “Il valore dell’industria culturale e creativa in Campania. Il ruolo delle Gallerie d’Italia a Napoli”

Scritto da Vittoria Ziviello Il . Inserito in Vac 'e Press

ZIVIELLO

Napoli, 30 Ottobre 2018.
Si è svolta la presentazione della ricerca di Srm (Studi Ricerche Mezzogiorno), presso il polo museale di Intesa Sanpaolo, il Palazzo Zevallos-Stigliano di Napoli, sede delle Gallerie d’Italia.

Lo studio in parola ha messo in risalto una serie di dati molto interessanti e da prendere in considerazione nell’ottica di un maggiore approfondimento dei temi analizzati.

Innanzitutto, per capire la finalità di tale ricerca, occorre prendere le mosse da alcune autorevoli stime che hanno evidenziato l’importanza che l’industria culturale ha in Campania, in rapporto alla sempre crescente affluenza di visitatori provenienti da tutto il mondo. Basti pensare che solo in Campania risiede il 17% di tutte le strutture culturali del Mezzogiorno, terzo valore più alto del Sud e decimo più alto in Italia.

Il capoluogo partenopeo gioca un ruolo centrale in quest’ottica, essendo esso il perno del mercato culturale campano; infatti, i suoi spettacolari patrimoni culturali attraggono ben il 75% dei visitatori della regione.

A questo proposito, è sicuramente opportuno sottolineare il contributo della sede napoletana delle Gallerie d’Italia- Palazzo Zevallos Stigliano, appunto- oggetto della ricerca condotta da Srm.

Il Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo è un presidio intellettuale e scientifico che si prefigge come obiettivo il complessivo miglioramento della conoscenza del territorio sotto diversi profili.

Il merito che ha avuto la ricerca ,intitolata “Il valore dell’industria culturale e creativa in Campania. Il ruolo delle Gallerie d’Italia a Napoli”, è stato proprio quello di analizzare i maggiori punti di forza del sistema culturale campano; in particolare, questo studio ha contribuito a monitorare le potenzialità di sviluppo economico legate ad una più diffusa valorizzazione dei poli culturali in Campania e nel Mezzogiorno in generale.

Paolo Scudieri, presidente di Srm, ha aperto il convegno, introducendo i risultati della ricerca. La presentazione è poi proseguita analizzando i dettagli dei temi oggetto della ricerca, grazie all’intervento di autorevoli personalità del mondo della scienza e della ricerca. Tra i relatori figuravano Massimo Deandreis, direttore generale di Srm, Salvio Capasso, responsabile dell’area di ricerca “Economia delle Imprese” di Srm, Federico Monga, direttore de “Il Mattino” e tanti altri ospiti.

I punti maggiore interesse che sono emersi dal dibattito, riguardano, in primis, il livello occupazionale; nel settore culturale e artistico, la domanda è costante da diversi anni.

In linea con il buon andamento della domanda, anche l’offerta segue dei ritmi al rialzo, che si riversano soprattutto nella maggiore affluenza in musei di arti figurative e parchi archeologici. Proprio per questo motivo, tutta la zona partenopea e il resto della regione Campania si presentano come una vera e propria oasi felice, anche se naturalmente i servizi e la logistica potrebbero essere migliorati.

Il binomio turismo-cultura si fa evidente in realtà culturali come quella di Napoli, sempre in continua evoluzione e movimento, piena di eventi, mostre e attività culturali ricreative.

Questi risultati positivi nel settore culturale sono senz’altro indice di politiche locali e regionali più consapevoli e più attente alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale che ospitano. L’impatto economico che il turismo culturale è in grado di generare nella nostra regione, non è infatti da trascurare, specialmente considerando gli introiti che produce.

Il binomio turismo-cultura non è però il solo da dover tenere in considerazione. Di rilevante importanza è anche quello cultura-territorio. La cultura, infatti, ha il merito di costituire una spinta propulsiva alla crescita del territorio, anche dal punto di vista ambientale.

In conclusione, possiamo quindi ritenerci soddisfatti dei risultati raggiunti nel settore culturale e turistico, ma non possiamo certo fermarci qui. Bisogna essere propositivi e perseverare nella ricerca di sempre migliori poli attrattivi, a livello di contenuti e infrastrutture.

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